Raffaele Vallefuoco
Rifornitori di trans con collegamenti con la potente ndrina degli Alvaro. è questa l'istantanea dell'operazione antidroga scattata ieri e che ha portato all'arresto di Renard Habilaliaj, 31enne albanese, Antonio Murtinu, 55enne originario della provincia di Cagliari, Maurizio Moretti, 48enne romano e Jaho Bitri, 42enne capo del sodalizio criminale. Un gruppo fortemente radicato sul territorio che operava tra la periferia sud di Roma e la zona nord di Frosinone. Questo ha appurato l'indagine, coordinata dalla Dda di Roma, curata da Rodolfo Maria Sabelli e Tonino Di Bona, condotte sinergicamente dalla squadra mobile di Frosinone e dal commissariato di Polizia di Stato di Formia. «La dimostrazione che il lavoro d'equipe paga» ha commentato il dirigente formiano Paolo Di Francia che, non ha mancato di sottolineare il ruolo rivestito nell'operazione dai dirigenti che lo hanno preceduto alla scrivania del primo piano di via Olivastro Spaventola. Il 2008, infatti, è stato l’anno cruciale per l’indagine. Tre dei quattro arrestati, infatti, sono stati fermati proprio in possesso di stupefacenti tra Roma e Frascati. L’indagine, però, è proseguita. E qui si determina l'intreccio con il nostro territorio. Infatti, seguendo la rete di assuntori del sud pontino che facevano riferimento al Bitri e ai suoi pusher, è stato possibile ricostruire le trame del sodalizio. Un gruppo ben collaudato e affiancato da una rete di ‘collaboratori’. Sei i deferiti alla Dda capitolina, che, però, ha ritenuto di procedere, almeno per il momento, solo nei confronti dei quattro. Ad incastrarli pedinamenti e intercettazioni telefoniche, nel corso delle quali, facendo riferimento agli stupefacenti, il gruppo ordinava ‘camicie’ piuttosto che bigliettoni da 500 euro, dimostrazione palpabile dell'affinamento delle tecniche criminali. Due i chili di droga sequestrati nell'ambito dell'operazione, per un giro d'affari da capogiro. Basti, infatti, considerare che solo uno dei componenti del sodalizio movimentava dai 200 ai 250 grammi di stupefacenti mensilmente che, poi, rivendeva a circa 120 euro al grammo. Impressiona la facilità di accesso allo stupefacente da parte del gruppo. In questo quasi sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale il collegamento del Bitri con la cosca degli Alvaro. Risalendo la rete degli assuntori, poi, è stato possibile appurare che il gruppo era diventato anche il punto di riferimento per un gruppo di trans.
Rifornitori di trans con collegamenti con la potente ndrina degli Alvaro. è questa l'istantanea dell'operazione antidroga scattata ieri e che ha portato all'arresto di Renard Habilaliaj, 31enne albanese, Antonio Murtinu, 55enne originario della provincia di Cagliari, Maurizio Moretti, 48enne romano e Jaho Bitri, 42enne capo del sodalizio criminale. Un gruppo fortemente radicato sul territorio che operava tra la periferia sud di Roma e la zona nord di Frosinone. Questo ha appurato l'indagine, coordinata dalla Dda di Roma, curata da Rodolfo Maria Sabelli e Tonino Di Bona, condotte sinergicamente dalla squadra mobile di Frosinone e dal commissariato di Polizia di Stato di Formia. «La dimostrazione che il lavoro d'equipe paga» ha commentato il dirigente formiano Paolo Di Francia che, non ha mancato di sottolineare il ruolo rivestito nell'operazione dai dirigenti che lo hanno preceduto alla scrivania del primo piano di via Olivastro Spaventola. Il 2008, infatti, è stato l’anno cruciale per l’indagine. Tre dei quattro arrestati, infatti, sono stati fermati proprio in possesso di stupefacenti tra Roma e Frascati. L’indagine, però, è proseguita. E qui si determina l'intreccio con il nostro territorio. Infatti, seguendo la rete di assuntori del sud pontino che facevano riferimento al Bitri e ai suoi pusher, è stato possibile ricostruire le trame del sodalizio. Un gruppo ben collaudato e affiancato da una rete di ‘collaboratori’. Sei i deferiti alla Dda capitolina, che, però, ha ritenuto di procedere, almeno per il momento, solo nei confronti dei quattro. Ad incastrarli pedinamenti e intercettazioni telefoniche, nel corso delle quali, facendo riferimento agli stupefacenti, il gruppo ordinava ‘camicie’ piuttosto che bigliettoni da 500 euro, dimostrazione palpabile dell'affinamento delle tecniche criminali. Due i chili di droga sequestrati nell'ambito dell'operazione, per un giro d'affari da capogiro. Basti, infatti, considerare che solo uno dei componenti del sodalizio movimentava dai 200 ai 250 grammi di stupefacenti mensilmente che, poi, rivendeva a circa 120 euro al grammo. Impressiona la facilità di accesso allo stupefacente da parte del gruppo. In questo quasi sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale il collegamento del Bitri con la cosca degli Alvaro. Risalendo la rete degli assuntori, poi, è stato possibile appurare che il gruppo era diventato anche il punto di riferimento per un gruppo di trans.
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