martedì 4 maggio 2010

LATINA - Addetti alle pulizie nelle scuole, una bomba pronta a esplodere

Teresa Faticoni
Una bomba pronta a esplodere. Il caso degli addetti alle pulizie nelle scuola ha avuto una prima avvisaglia ieri al liceo scientifico Majorana di via Sezze a Latina. I cinque dipendenti della Coop Service, che gestisce l’appalto, si erano asserragliati nei locali dell’istituto, perché sono tre mesi che non ricevono lo stipendio. Ma la protesta rischia di allargarsi a macchia d’olio, perché anche a Sezze e Terracina ci sono situazioni difficili da gestire. La Coop Service non prende i soldi dal Ministero della pubblica istruzione dal dicembre 2008. «Siamo in credito dal Ministero – ci dice amareggiato uno dei responsabili della coop con sede a Cisterna – e in forte debito con le banche». Perché fino a ieri la cooperativa ha anticipato di tasca sua. Il tutto per coprire le mancanze del governo centrale che ha deciso tagli indiscriminati su tutto quello che riguarda la scuola pubblica, a favore di quella privata. Da Trastevere hanno reciso anche i fondi per carta igienica e registri, figuriamoci per le pulizie. Ma in questo settore la vicenda si complica. Perché in tutta Italia per garantire scuole linde servirebbero 400 milioni di euro l’anno. Il ministro Gelmini, su mandato del governo, ha deciso di tagliare 110 milioni di euro. «Siamo riusciti negli ultimi dieci giorni a farli ripristinare», dice Anselmo Briganti della Filcams Cgil che sta seguendo la vertenza. «È strano che alcune scuole abbiano ricevuto i soldi e abbiano pagato – aggiunge il segretario della categoria - mentre in altre i dirigenti asseriscono di non averli ricevuti. Eppure quando arrivano, arrivano a pioggia». Cosa pensare? Che esistano scuole di serie A e altre di serie B? I misteri ei corridoi del palazzo di viale Trastevere in cui la Gelmini si rinchiude come fosse una prigione dorata. Una di queste stranezze si è consumata, a cascata, proprio al liceo scientifico Majorana, dove il dirigente scolastico lamenta la mancanza dei trasferimenti da parte del dicastero romano e di conseguenza il mancato pagamento delle retribuzioni ai cinque addetti alle pulizie. «Hanno i soldi per fare tante iniziative – lamentavano ieri mattina la signora Valleriani con il signor Maestrucci – ma non per pagare noi». Alla fine il dirigente, che ha preferito trincerarsi dietro la mole di lavoro da affrontare tenendo fuori dalla verità la stampa presente, ha comunicato ai manifestanti che ci avrebbe pensato lui ad anticipare due mesi di stipendi, per rivalersi poi sugli stanziamenti pubblici. Che si sono persi per strada.

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