martedì 4 maggio 2010

L'ARCINORMALE - Baro



Lidano Grassucci

Ora ho capito: sei anni fa sono sceso in campo con 11 giocatori ma contro ne avevo 32, l’arbitro stava dalla loro parte e i 32 erano pure drogati di brutto. La vicenda, squallida di ruberie, di Giuseppe Ciarrapico è emblematica di come i moralisti siano quasi sempre immorali. Ciarrapico dava lezioni di onestà per questa provincia e lui barava. Come uno che uccide un cristiano ma sentenzia sulla puntura di un insetto, accusando l’insetto di strage.
 Ho letto sulle colonne del giornale finanziato con truffa di Al Fazzone, chissà se leggerò di Al Ciarrapicone. Ha preso contributi che non doveva, non contento li ha presi doppi, da 10 anni esce come panino di un altro giornale e la legge limita questa possibilità a soli tre mesi. Baro? Per la Procura di Roma “truffatore”.
 E’ accusato di truffa e di tentata truffa. Ma lui non era il censore del mal costume? I malamente non erano altri? Ho visto colleghi, del giornale finanziato con truffa, con il petto gonfio sorridere delle fatiche altrui, sbeffeggiare chi giocava corretto e con fatica.
Non sorrido delle loro disgrazie, ma certo li guardo con un po’ di pietas: loro che facevano il giornalismo d’inchiesta, che vedevano la mafia a Fondi, a Sabaudia, a Sperlonga censori di tutti non vedevano che la cooperativa del loro giornale era falsa? Non vedevano che non erano cooperatori ma dipendenti e spesso stenografi dei “dettatini” del capo? Sveltissimi ad inchiestare su Fondi rimbambiti in casa? Facevano gli intelligenti?
Mi si dirà: ma anche tu sei stato di quella squadra? Certo, ma mi sono licenziato alla prima dettatura, non sono stato complice e ho rischiato tutto. Salute, denaro, professione, tempo e sberleffi dei colleghi. Tutto per non esser complice. No, non siamo tutti uguali. Con che faccia si occupavano, si occupano, e si occuperanno di una finestra abusiva quando il capo prendeva 20 miliardi, truffava 20 miliardi ai contribuenti? I moralisti mi hanno sempre fatto senso, un senso di schifo per la durezza con cui non riconoscevano negli altri la possibilità di errare. O ora? Dice: la politica è immorale. Sì perché hanno fatto senatore uno come Ciarrapico, è inquietante, è offensivo, è ignobile. Ha preso soldi che non doveva e li ha presi doppi. Dov’era il giornalismo coraggioso antimafia? Dove era il giornalismo d’inchiesta?
Ciarrapico ha denunciato me e questo giornale per concorrenza sleale. Lui che prendeva soldi pubblici che non gli erano dovuti e li prendeva pure doppi, lui che è accusato di truffa. Ora dice che è una congiura dei comunisti: pietà, pietà per l’intelligenza.
Qui non c’è politica, qui non c’è morale, qui c’è una truffa e truffatori.
Ho giocato con 11 giocatori, l’arbitro mi era contro, gli avversari erano 32 e avevano solo 11 numeri, erano drogati, eppure ho segnato, eppure ho giocato di fino. Perché non siamo tutti uguali ci sono le persone oneste e i mariuoli, ecco noi siamo tra le prime, gli altri avevano barato 20 milioni di volte.

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