Lidano Grassucci
Ora ho capito: sei anni fa sono sceso in campo con 11 giocatori ma contro ne avevo 32, l’arbitro stava dalla loro parte e i 32 erano pure drogati di brutto. La vicenda, squallida di ruberie, di Giuseppe Ciarrapico è emblematica di come i moralisti siano quasi sempre immorali. Ciarrapico dava lezioni di onestà per questa provincia e lui barava. Come uno che uccide un cristiano ma sentenzia sulla puntura di un insetto, accusando l’insetto di strage.
E’ accusato di truffa e di tentata truffa. Ma lui non era il censore del mal costume? I malamente non erano altri? Ho visto colleghi, del giornale finanziato con truffa, con il petto gonfio sorridere delle fatiche altrui, sbeffeggiare chi giocava corretto e con fatica.
Non sorrido delle loro disgrazie, ma certo li guardo con un po’ di pietas: loro che facevano il giornalismo d’inchiesta, che vedevano la mafia a Fondi, a Sabaudia, a Sperlonga censori di tutti non vedevano che la cooperativa del loro giornale era falsa? Non vedevano che non erano cooperatori ma dipendenti e spesso stenografi dei “dettatini” del capo? Sveltissimi ad inchiestare su Fondi rimbambiti in casa? Facevano gli intelligenti?
Mi si dirà: ma anche tu sei stato di quella squadra? Certo, ma mi sono licenziato alla prima dettatura, non sono stato complice e ho rischiato tutto. Salute, denaro, professione, tempo e sberleffi dei colleghi. Tutto per non esser complice. No, non siamo tutti uguali. Con che faccia si occupavano, si occupano, e si occuperanno di una finestra abusiva quando il capo prendeva 20 miliardi, truffava 20 miliardi ai contribuenti? I moralisti mi hanno sempre fatto senso, un senso di schifo per la durezza con cui non riconoscevano negli altri la possibilità di errare. O ora? Dice: la politica è immorale. Sì perché hanno fatto senatore uno come Ciarrapico, è inquietante, è offensivo, è ignobile. Ha preso soldi che non doveva e li ha presi doppi. Dov’era il giornalismo coraggioso antimafia? Dove era il giornalismo d’inchiesta?
Ciarrapico ha denunciato me e questo giornale per concorrenza sleale. Lui che prendeva soldi pubblici che non gli erano dovuti e li prendeva pure doppi, lui che è accusato di truffa. Ora dice che è una congiura dei comunisti: pietà, pietà per l’intelligenza.
Qui non c’è politica, qui non c’è morale, qui c’è una truffa e truffatori.
Ho giocato con 11 giocatori, l’arbitro mi era contro, gli avversari erano 32 e avevano solo 11 numeri, erano drogati, eppure ho segnato, eppure ho giocato di fino. Perché non siamo tutti uguali ci sono le persone oneste e i mariuoli, ecco noi siamo tra le prime, gli altri avevano barato 20 milioni di volte.
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