Teresa Faticoni
«Sono urgenti alcuni provvedimenti di natura fiscale e previdenziale per garantire crescita e occupazione nelle campagne». Alla domanda della Provincia di Latina di capire la situazione complessiva dello stato dell’agricoltura in provincia Confagricoltura ha risposto con un documento che contiene storia, presente e proposte. La relazione nasce dalle sollecitazioni che le organizzazioni sindacali del comparto agricolo hanno inviato all’amministrazione provinciale di farsi portavoce presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali della richiesta dello stato di crisi. L’analisi del comparto è spietata: forte concorrenza tra i produttori agricoli, un mondo senza frontiere e la flessione della domanda interna ed estera determinata dalla crisi economico-finanziaria diffusa stanno pregiudicando la redditività delle imprese agricole. In dieci anni i prezzi dei mezzi tecnici sono aumentati del 30% mentre i prezzi all’origine si sono contratti dell’1%: ne consegue una forbice costi-ricavi che si allarga sempre di più a sfavore dei produttori. Negli ultimi dodici mesi, poi, le difficoltà si sono acuite con una ulteriore flessione dei prezzi all’origine (-13% circa); mentre i costi sono stati contenuti ma in misura minore (-5,3%). Ora, la richiesta dello stato di crisi sembra del tutto giustificata. Ma Confagricoltura elabora delle proposte, per uscire dalla fase di stallo. Innanzitutto l’associazione di categoria suggerisce di individuare risorse per confermare le agevolazioni contributive agli agricoltori delle zone svantaggiate e montane che sono in scadenza; per ridurre il cuneo fiscale nelle aree non agevolate del centro e del nord Italia; per prorogare le agevolazioni per il gasolio agricolo e per il rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario e favore della piccola proprietà contadina. Un pacchetto di misure che potrebbe, accanto a interventi che incidano sulla sburocratizzazione degli adempimenti e sulla razionalizzazione della spesa pubblica, non solo riportare il comparto nell’alveo della gestione naturale, ma anche un rilancio serio e programmato. Più in generale, una volta rimessa in piedi la situazione, il futuro dovrebbe passare, sempre secondo le idee messe sul tavolo da Confagricoltura, per il ripristino delle condizioni di equilibrio di mercato; la riattivazione e il rafforzamento degli strumenti della Politica agricola comune; la promozione del consumo in Italia e all’estero dei prodotti in crisi, l’intervento con misure di integrazione al reddito dei produttori nell’ambito dello strumento del cosiddetto de minimis; il riequilibrio dei rapporti tra produzione e grande distribuzione.
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