venerdì 16 aprile 2010

L'ARCINORMALE - Nostalgie e presente

Lidano Grassucci 
Leggo dichiarazioni incredibili: Galetto fa sapere che a comportarsi male sono stati il coordinatore del Pdl, Fazzone e i consiglieri comunali che hanno sfiduciato Zaccheo. Ergo? Si è comportato bene Zaccheo che a Fazzone lo ha cassato davanti alla Polverini, e questi sono casi loro, e ha pensato dopo la vittoria non alla metro, non al porto ma alle figlie. Forse Galetto sta vedendo un altro film, ma pure Giovanni Di Giorgi ha qualche problema perché si preoccupa: “Zaccheo ha sbagliato, ma non doveva essere sfiduciato”. E pure Zaccheo continua a non capire: “sarò il capolista”. Ma di cosa?
Oggi è il sindaco appena mandato a casa, ma tra una settimana? Tra un mese? Tra due mesi? A Latina amano particolarmente il vizio italico di stare con il vincitore. Cesare conquista la Gallia? Tutti Cesaristi. Bruto lo elimina, Bruto è uomo d’onore.
Ricordo Delio Redi, un imperatore vero di quelli Dc. Cadde in disgrazia per via della viltà giudiziaria dell’inizio degli anni ’90, quella viltà che alla luce delle cronache di oggi diventa ipocrisia poco nobile, roba falsa. Lui che aveva preso al senato 80.000 preferenze, che era osannato, non lo salutava più nessuno per strada. Il potere è bello quando c’è, è ignobile quando ti lascia.
Il tempo passa e anche la guardia (il reparto più fedele a Napoleone, quello che chiamava quando la battaglia era dura) diventa “difensore della restaurazione”. Talleyrand non era né meglio né peggio dei tanti.
Zaccheo è la storia di questa città, sta a domani come i dinosauri stanno ai rettili presenti: so’ parenti. Wiston Churchill salvò la Gran Bretagna dai tedeschi, lacrime e sangue promise e ottenne dai suoi quel che aveva chiesto, poi, passata la buriana, votarono il laburista.
So bene che Vincenzo Zaccheo, Galetto e Di Giorgi amano poco la storia ma per chi fa politica sarebbe utile saperne.
Zaccheo non è andato a casa perché antipatico a Fazzone, ma perché non ha saputo tacere. Perché come nella partita a scopa se già ti è uscito il settebello e tu lo ripresenti, pure il destino si incazza.
E non possiamo usare l’adagio di Saragat del “destino cinico e baro”.
Latina da ieri sta su un’altra pagina di vita, la nostalgia è dei nostalgici.  

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