Maria Corsetti
Sabato mi chiama Silvana per dirmi che un’ora prima era nata sua figlia Samantha. La sento gioiosa e pimpante, le chiedo se davvero ha partorito lei, abituata a racconti del travaglio degni di un film di Dario Argento. Il pomeriggio vado a trovarla, sta benissimo, in piedi, ride e scherza. Domenica sera mi chiama Teresa: la sua gatta sta partorendo e lei non sa cosa deve fare esattamente. Per fortuna che la micia lo sa alla perfezione e Pasqualino viene al mondo pieno di salute. E che c’è di strano nella nascita di una bimba e di un gattino? Il mondo va avanti così da sempre. Appunto, tutto normale. Non fosse che arrivi in ospedale e ti trovi una folla di gente ammassata ai piedi del letto delle puerpere, una folla caciarona e irrefrenabile. Non tutte le mamme stanno in ottime condizione come Silvana. Qualcuna ha la flebo attaccata, un’altra non riesce a partorire ed è pallidissima. Ma niente, la folla rumoreggia e schiamazza. Non può fare a meno di elargire ottimi consigli. Intanto a casa di Teresa è silenzio, penombra e cestone pronto per la gatta. Le gatte fanno nascere i figli di nascosto, li crescono di nascosto, permettono solo ai padroni, e solo se si fidano tanto tanto, di avvicinarsi ai cuccioli. In ospedale le stanze sono sempre più affollate. Buon senso ha voluto i piccoli nel nido, si possono vedere solo una volta al giorno attraverso il vetro. Le madri invece sono alla portata di tutti, dietro le sbarre di quei letti sembrano uccelli chiusi in gabbia. Chiunque passa può guardare. La micia di Teresa sta in braccio alla padrona. Il micino? Lo si potrà visitare quando cresce, intanto ammiratelo su Facebook. Il giorno di Pasquetta Silvana dice che la dimetteranno dall’ospedale. Sta benone e vuole tornare a casa con la figlia. La trovo sul corridoio in pigiama. Non c’è tanta folla, è quasi ora di pranzo ed è più forte il richiamo della scampagnata anche se il tempo non è granché. Fosse tutti i giorni Pasquetta, forse i bimbi nascerebbero (e crescerebbero) più tranquilli. Senza una folla urlante intorno pronta a dimenticare tutto in nome dell’abbacchio.
lunedì 5 aprile 2010
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