Daniela Bianconi
Costantino Di Silvio, l’unico iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario, è ancora irreperibile. Non solo. Sembrerebbe che il 28enne si sia allontanato dalla città con tutta la famiglia. Resta intricata la matassa da sbrogliare per gli agenti della Squadra Mobile di Latina. Gli uomini del vicequestore Cristiano Tatarelli stanno lavorando giorno e notte da oltre otto giorni per cercare di chiudere il cerchio sull’agguato a Carmine Ciarelli e sul duplice omicidio di Massimiliano Moro e Fabio Buonamano. Gli accertamenti tecnici continuano a concentrarsi sulle utenze telefoniche. Gli unici due cellulari sequestrati sono stati trovati all’interno del giubbotto che indossava Fabio Buonamano, ma sembra che i titolari delle utenze siano cittadini stranieri, probabilmente nord - africani. Costantino Di Silvio, conosciuto a Latina con il soprannome di Patatone, è stato visto, poche ore prima dell’agguato in via Monte Lupone, parlare proprio con Fabio Buonamano, l’ultima vittima della scia di sangue. Testimoni molto attendibili li hanno visti insieme anche in ospedale dove da lunedì scorso è ricoverato Carmine Ciarelli. Le condizioni del 44enne, intanto, restano stazionarie e continua la sua degenza nel reparto di rianimazione. Nei corridoi dell’ospedale Santa Maria Goretti era stato notato anche Massimiliano Moro, solo qualche ora prima che il commando agisse nella sua abitazione in via Lago Cesti nel quartiere Q5. Gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che il movente sia legato al mondo dell’usura e dell’estorsione e della droga. Sono saltati gli equilibri interni alle due note famiglie rom da una vita stanziate sul territorio pontino? Oppure è stata una lotta tra personaggi di calibro diverso come Moro da una parte e Ciarelli dall’altra per mettere le mani su “attività redditizie”? Ancora tutto resta in ballo, ma la pista della criminalità organizzata che dall’esterno ha mosso i fili per seminare il panico, sembra sempre la meno credibile. Fabio Buonamano è caduto in una trappola che sarebbe stata tesa non solo dall’indagato – anche se è tutto da confermare - ma anche da altri personaggi noti alle forze dell’ordine e non ancora rintracciati. Si tratta di volti noti ascoltati in questura dopo l’agguato a Carmine Ciarelli, ma che improvvisamente dopo il delitto Buonamano, sono spariti nel nulla. Ieri mattina non sono mancate altre perquisizioni nelle zone ormai definite di fuoco: Pantanaccio, Gionchetto e Campo Boario. Non sono state ancora ritrovate le armi. Si tratta di tre pistole diverse: una calibro 9 corto, una 9x21 e una 7,65. La ricostruzione delle ultime ore di vita di Massimiliano Moro e di Fabio Buonamano sono determinanti per porre una parola fine.
lunedì 1 febbraio 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento