Avranno “condannato”, sicuramente hanno “stigmatizzato”. Facce tese avranno sottolineato il dolore per la città ferita. Poi verso la mezza hanno pensato a dove consumare il pasto, e così noi cittadini comuni. Latina ti guarda sempre perplessa, ha lo sguardo non intelligente delle galline. I giorni passano e il problema torna ad essere il freddo. Fa un freddo boia sul serio. Era gelida la sala consiliare del Comune di Latina, gelida perché si celebrava un rito stanco. Chi si sente minacciato? In città manifesti artigianali salutano una delle vittime degli scontri a fuoco, su facebook sono quasi 1000 i sostenitori di un ragazzo morto presto in questa faida. Nessuna domanda altra, niente di niente. Perché si muore così ad una manciata di anni? Quel vitalismo dei manifesti, di Facebook come si conciliano con la negazione dell’umanità che è morire per mano umana? osa manca? Tutto. Mancano le scuole che non hanno saputo creare il sentire comune, le famiglie che non hanno segnato netto il confine tra male e bene, mancano i vicini che non vedono, mancano le istituzioni civiche sempre distratte, manca la politica che per esistere ha bisogno della “città” che non c’è. Mancano gli intellettuali capaci di dire qualche cosa anche quando è difficile, manca la capacità di dire cose oltre l’ovvio, oltre generiche, anonime, informi accuse di malavite organizzate sempre senza volto, sempre più letterarie e sempre meno reali. Quale intellettuale, sociologo, poliziotto, magistrato, preside mi sa spiegare quei manifesti? La città fa mostre sulla fondazione, e giù teste del Duce con elmo e mascella volitiva, ma non si fa domande sul presente. Una città a testa di bronzo, senza corpo, senza gambe, senza umano.
Il consiglio comunale inizia con due ore di ritardo, perché anche i consiglieri comunali sono dell’avviso che segue il vecchio adagio: “la situazione è tragica, ma non è seria”. Non c’era da avere fretta, non c’era da aver timore. Bastava fare vetrina e “stigmatizzare”, magari alzando il tono di voce accompagnato da aria crucciata.
La situazione è tragica ma non è seria. Fa freddo a Latina e questa è la cosa nuova, fa tanto freddo e domani sarà peggio. Di questo, del tempo, si parla nei bar.
I morti? Sono figli di una guerra che non ci riguarda, cose loro.
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