lunedì 1 febbraio 2010

FORMIA - Il j’accuse degli imprenditori





Gli operatori pensano ad una class action contro il Comune. Intanto nasce il comitato Zero Alternative 
Raffaele Vallefuoco 
Martedì 2 febbraio 2010
 

«‘Zero alternative’, come quelle che il Comune ha offerto». Con queste premesse la Cna di Formia firma una dichiarazione di belligeranza destinata al sindaco di Formia Michele Forte, reo di non aver elargito soluzioni alternative allo stato di crisi che la città sta incontrando. Questo il j'accuse dei piccoli e medi imprenditori che si riconoscono nella Cna, i quali, secondo i sondaggi commissionati dallo stesso sindacato, starebbero subendo cali nelle vendite per oltre il 25 - 30%. Un'ulteriore crisi che si aggiunge a quella congiunturale, già pesantemente registrata sui bilanci delle attività commerciali. A lanciare il monito la settimana scorsa il Partito Democratico di Formia, che si era fatto portavoce del malessere dei commercianti. Oggi questo disagio si coagula nel comitato ‘Zero alternative’, un sodalizio di imprenditori e operatori nel ramo commerciale che hanno deciso di unirsi per stimare la conta dei danni subiti in questa fase. «Abbiamo voluto chiamare questo comitato ‘Zero Alternative’, come quelle che il sindaco Michele Forte ha fornito nella gestione del pre lavori sul ponte della Litoranea» spiega Nico Centola, responsabile del Cna di Formia. «Stiamo valutando l'impatto che questa situazione ha ed avrà sulle nostre aziende, per poi prendere le dovute iniziative». Tra le ipotesi una class action. «Abbiamo intenzione di intraprendere un'azione comune. Crediamo che le responsabilità di questa situazione siano da attribuire unicamente a chi non ha voluto recepire altre alternative possibili». Sullo sfondo ancora la bretella evocata dal Partito Democratico. «Sul tavolo c'era l'ipotesi della struttura del Genio pontieri che il sindaco non ha voluto prendere in considerazione. Adesso vediamo i risultati. Ma gli presenteremo il conto" annuncia Centola. Gli imprenditori, infatti, hanno intenzione di chiedere un mega risarcimento. "La situazione è precaria. Molti dei nostri associati non ce la fanno e se le cose continuano così rischiano di non arrivare al 30 maggio" data di conclusione lavori. Ma questo termine rischia di essere sforato, e i lavori dilatati nel tempo, con pericolo per la stagione estiva. "Abbiamo scoperto che dovranno essere consolidati ancora cinque pilastri" spiega Centole. Se le cose stanno esattamente in questo modo scordiamoci la stagione estiva. Noi l'alternativa l'avevamo suggerita, il sindaco ha fatto orecchie da mercante" sentenzia Nico Centola. 

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