sabato 16 gennaio 2010

SERMONETA - Son, una società senza più ossigeno

Teresa Faticoni
Stato di agitazione alla Società ossigeno Napoli. E di cose per cui agitarsi pare ce ne siano proprio tante nell’azienda di Sermoneta Scalo. L’iniziativa di protesta è stata voluta dalla Ugl chimici dopo l’assemblea dei lavoratori che si è tenuta la scorsa settimana a Roma, dove la Son ha un altro sito produttivo. Una situazione, quella della Società ossigeno Napoli, particolarmente difficile. Preoccupa, infatti, le parti sociali «lo strano riserbo» dei vertici societari rispetto al piano di riorganizzazione del gruppo che sembrerebbe prevedere anche cessioni di rami d’zienda e una revisione degli organici, naturalmente al ribasso. A oggi a Srmoneta Scalo sono impiegate in tutto 8 persone. L’azienda, che in via delle Cese produce bombole di ossigeno, già nei mesi scorsi era salita alla ribalta della cronaca anche nazionale per un incidente sul lavoro che per fortuna non aveva avuto conseguenze gravissime. Quattro operai erano stati intossicati ma erano rimasti in ospedale solo per un giorno. Adesso si riaccende un cono di luce, purtroppo sinistra, sulla Son. Nei passati incontri il gruppo, per voce dell’amministratore delegato, aveva dichiarato di attraversare un grave momento di crisi finanziaria e che la società imputava agli elevati costi di gestione divenuti insostenibili il principale problema della crisi. Mentre per la Ugl chimici le condizioni attuali della Son sono legate a una cattiva gestione da parte del gruppo, «visti i continui sprechi che la società continua a sostenere». «Per fronteggiare la situazione - denuncia il segretario provinciale  del sindacato di via Carducci Armando Valiani - l’azienda ha pensato bene di prelevare indebitamente del denaro dall’unica risorsa vera che gli è rimasta, i lavoratori: è ormai da tempo che le quote degli stipendi che dovrebbero essere destinate ai Fondi (Faschim e Fonchim) vengono invece dirottate da tutt’altra parte». Ma questo non è tutto: la Son infatti non avrebbe pagato né stipendi né tredicesime «guardandosi bene dal rinunciare agli  sperperi», dice ancora Valiani che lamenta anche il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali con le quali si sarebbe potuto cercare una soluzione condivisa. Quindi: «la Ugl Chimici  dichiara lo stato di agitazione con formale apertura di vertenza presso gli organi competenti, mantenendo il riservo di azioni dimostrative contro la proprietà». 

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