aemme
A Latina corrono tutti. Tutti hanno sempre fretta. Come ai semafori, dove non è chic, fermarsi. Evidentemente. Così è naturale, per noi che ci viviamo,vedere che dopo lo scattare del rosso, che indicherebbe lo stop, il dovere di fermarsi, continuano a passare una due, tre e qualche volta fino a cinque auto. Qualcuno si azzardi poi a provare a passare (col verde) mentre è in corsa (perché lo fanno pure di corsa) il passaggio del più fico dei furbi. Minimo una alzata di mano o un gesto come a dire “ci vai solo a quel paese o devo provvedere io a farlo?”. Questo nel migliori delle ipotesi. E oramai nessuno ci fa più caso. Si è creata una regola non scritta per cui tutti sanno di poter passare col rosso, parcheggiare sulle strisce pedonali, anche in pieno centro o in curva, al centro di due file di strisce pedonali perpendicolari. Tutti sanno che l’unico controllo, nella nostra città, viene dagli ausiliari del traffico (vallo a capire cosa vuol dire) che sono autorizzati soltanto a elevare multe se l’auto, parcheggiata all’interno delle tanto discusse strisce blu, non porta, sul cruscotto, il tagliandino del pagamento della sosta. Questo basta al Comune per immaginare che la città sia ordinata e controllata. Latina come la giungla: il più forte vince. E non si tratta solo di giovani che per loro indole sanno di poter sfidare il mondo, no, anche di anziani con tanto di consorte a fianco o di nipotino dietro! Starà diventando un fatto culturale se percorrendo una strada e passando al semaforo verde il rischio di fare un incidente, direi anche grave, è cosa non lontana dal diventare realtà ad ogni incrocio. La società evolve. Sarà questa l’evoluzione che ci meritiamo?
Che vipera@libero.it
A Latina corrono tutti. Tutti hanno sempre fretta. Come ai semafori, dove non è chic, fermarsi. Evidentemente. Così è naturale, per noi che ci viviamo,vedere che dopo lo scattare del rosso, che indicherebbe lo stop, il dovere di fermarsi, continuano a passare una due, tre e qualche volta fino a cinque auto. Qualcuno si azzardi poi a provare a passare (col verde) mentre è in corsa (perché lo fanno pure di corsa) il passaggio del più fico dei furbi. Minimo una alzata di mano o un gesto come a dire “ci vai solo a quel paese o devo provvedere io a farlo?”. Questo nel migliori delle ipotesi. E oramai nessuno ci fa più caso. Si è creata una regola non scritta per cui tutti sanno di poter passare col rosso, parcheggiare sulle strisce pedonali, anche in pieno centro o in curva, al centro di due file di strisce pedonali perpendicolari. Tutti sanno che l’unico controllo, nella nostra città, viene dagli ausiliari del traffico (vallo a capire cosa vuol dire) che sono autorizzati soltanto a elevare multe se l’auto, parcheggiata all’interno delle tanto discusse strisce blu, non porta, sul cruscotto, il tagliandino del pagamento della sosta. Questo basta al Comune per immaginare che la città sia ordinata e controllata. Latina come la giungla: il più forte vince. E non si tratta solo di giovani che per loro indole sanno di poter sfidare il mondo, no, anche di anziani con tanto di consorte a fianco o di nipotino dietro! Starà diventando un fatto culturale se percorrendo una strada e passando al semaforo verde il rischio di fare un incidente, direi anche grave, è cosa non lontana dal diventare realtà ad ogni incrocio. La società evolve. Sarà questa l’evoluzione che ci meritiamo?
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