Teresa Faticoni
L’amministrazione provinciale di Latina, nell’impiegare il personale addetto alla viabilità, non tiene conto della località di residenza. I lavoratori destinatari della legge 104, che garantisce i diritti dei disabili, non sarebbero tutelati come dovrebbero. Le case cantoniere non risponderebbero ai requisiti di sicurezza e igiene necessari e addirittura sarebbero state concesse ad altre organizzazioni. Questo il cahier des doleances avanzato dai dipendenti della provincia durante l’assemblea dei lavoratori che Cristina Compagno, segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, ha organizzato la settimana scorsa. «Problemi che, se non risolti da questa amministrazione -asserisce la Compagno - aggraverebbero il lavoro senza ottimizzarlo, creando anzi malcontenti a discapito dell’efficienza». Ma andiamo a eviscerare pezzo per pezzo. Innanzitutto la lontananza delle assegnazioni: se uno abita in località A lo mandano a lavorare nella località B. Il dipendente che risiede in località B, invece, lo spediscono in località A. «Risulta evidente – denuncia Cristina Compagno – lo spreco di energie e l’irrazionalità del provvedimento se veritiero come rappresentato in assemblea. Provvedimento che rende inefficiente l’azione amministrativa il cui onere non può che gravare sui costi di gestione dell’amministrazione». Molto complesso, invece, il lato che riguarda le case cantoniere che sarebbero in condizioni pietose, alcune non hanno nemmeno i servizi igienici. Di più: esse verrebbero concesse, sebbene siano utilizzabili per definizione solo dal personale addetto alla manutenzione delle strade, ad altre organizzazioni mentre «vengono a mancare tali supporti ai lavoratori stessi». La Cgil chiede quindi delucidazioni sull’organizzazione di lavoro e, se necessario, anche un tavolo di concertazione
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