domenica 17 gennaio 2010

Lavori a Formia, La Mura: «No a terrorismo psicologico»


Raffaele Vallefuoco 
Lunedì 18 Gennaio 2010

l giorno x è arrivato. Oggi la viabilità cittadina sarà messa duramente alla prova dai lavori sul ponte della Litoranea. E mentre in Comune si limano gli ultimi particolari del piano traffico, con il sindaco Forte che ha inoltrato un'istanza  a Trenitalia con la quale ha chiesto una fermata straordinaria alla stazione Scauri - Minturno per i treni interregionali che ordinariamente sostano a Formia, Amato La Mura, in qualità di assessore alla cultura replica alle osservazioni del coordinatore del primo circolo del Partito Democratico Francesco Carta. Certo si saremmo aspettati una controsservazione firnata dall'assessore alla viabilità Pasquale Cardillo Cupo, o al massimo di Erasmo Ciccolella, con delega alle opere pubbliche, ma la prendiamo per buona. In particolare Amato La Mura attacca Carta, il quale aveva fatto osservare le criticità che comporteranno l'attraversamento di via Abate Tosti. La Mura afferma: « Evidentemente Francesco Carta non ha compreso il senso di questa emergenza se tira fuori i metri della strada di via Abate Tosti. A qualcuno potrebbe venire anche in mente che l’ex consigliere comunale del Pd abita proprio in quella strada. Anche in passato ha cercato di difenderla polemizzando contro i rumori, i fumi dei ristoranti, i veicoli in transito. Ma da amministratore come si comportò sulla viabilità di via Lavanga? Anche questa strada ha gli stessi metri di via Abate Tosti, non ha i marciapiedi e i veicoli transitano davanti alle abitazioni. Nelle affollate domeniche estive deli  anni 2003 - 2008 il duo Bartolomeo - Carta chiudeva via Vitruvio alle macchine – felice isola pedonale per lo struscio - e veicolava tutto il traffico su via Lavanga, una strada denominata "la camera a gas di Formia". Per non parlare di via Divisione Jiula, la strada che collega la stazione e il quartiere di Castellone a Piazza Sante Teresa. Su questa arteria scendono finanche i bus della Cotral transitando pericolosamente sopra un marciapiede posto davanti ad un portone di un condominio. E cosa dire di via della Conca e di tutte le tante traverse che caratterizzano la viabilità urbana di Formia come via Ferrucci, via delle Fosse, via del Macello, via Pasquale Testa. Carta sostiene che sarebbe stato opportuno utilizzare il doppio senso su via Emanuele Filiberto per salvare via Abate Tosti. Una ipotesi che lo stesso sindaco aveva indicato ma che poi è stato costretto a rivedere. Il percorso di via Abate Tosti diventa quindi obbligato». Quindi archiviata la disamina dei presunti errori del centrosinistra chiosa: «Non conviene a nessuno fare la guerra delle strade soprattutto in situazione di estrema criticità come questa del viadotto di Mola. Tutte le ipotesi alternative saranno prese in esame, nessuno ha interesse a tenere le bocce ferme se qualcosa non dovesse funzionare. La prima settimana da questo punto di vista dovrà ritenersi sperimentale. Bisognerà monitorare i flussi veicolari, le fasce e i punti di criticità, gli orari, il trasporto pubblico urbano ed extraurbano, l’incidenza e il numero dei mezzi pesanti che attraverseranno Formia. Interessante sarà valutare l’impatto della mobilità sulla rete interna della città, sugli incroci e gli svincoli. Da questa situazione la città deve uscire con un approccio culturale aperto alla mobilità pubblica, ai nodi di scambio, al collegamento su ferro. Privilegiare i servizi di trasporto pubblico alle auto private. Una città, insomma, con meno veicoli in circolazione e una rete pubblica sostenibile  significa valorizzare l’ambiente, i monumenti, le piazze, il litorale marino, le attività produttive. Il centro della città e i quartieri caratteristici come Castellone e Mola potrebbero trasformarsi in veri e propri salotti e isole pedonali. Il professore Purini nell’illustrare la sua idea di città ha ipotizzato delle aree di interscambio alle entrate sud e nord della città per rendere il tessuto urbano storico più vivibile e accogliente. Quattro mesi di sofferenza a partire da domani serviranno ad abituarci all’idea di una viabilità diversa. Per la prima volta  è stato redatto un piano rivoluzionario su tutta la nostra rete. Adesso bisognerà mettere alla prova le misure adottate senza alimentare polemiche o predicare terrorismo psicologico. A tutti vorrei ricordare cosa ha rappresentato per anni il passante di Mestre. Un calvario per milioni di automobilisti costretti all’attraversamento di quell’ inferno viario.  Noi a Formia dobbiamo aggiustare solo un ponte. Un sacrificio collettivo per quattro mesi  in cambio della sicurezza futura di tutti». 

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