Teresa Faticoni
Se non fosse un eclatante caso di ingiustizia contro cui combattere, sarebbe un’operazione culturale quella che stanno portando avanti i librai di Latina. Il casus belli è la concessione del capannone in piazza del Popolo a una sola persona che poi ha rivenduto gli stand ad altre attività commerciali. Escludendo tutti gli altri librai di Latina. Ieri nella libreria di Piermario De Dominicis in via Armellini gli aderenti dell’associazione librai italiani sezione provinciale di Latina hanno chiesto verità e denunciato quello che ormai da anni si verifica con le feste di Natale. Il Comune di Latina concede a uno solo il diritto di esporre libri per la vendita in quel brutto, diciamolo, tendone nel bel mezzo della piazza centrale di Latina. Perchè, e questa è una delle cose emerse ieri, non sono stati interpellati gli altri? E soprattutto perchè non sentire prima l’Ali invece della sola Confcommercio. E qui entra in gioco l’operazione culturale. Perchè se il Comune di Latina ritiene di relazionarsi con con una associazione di categoria dei commercianti e non con quella dei librai, si tratta solo di vendere e non di allargare i ristrettissimi margini della cultura, e i dati di vendita parlano chiaro, in città. Di più: in quel capannone che sembra una serra a comprare libri ci vanno i clienti occasionali, perchè chi compra libri abitualmente va dal suo libraio di fiducia. E proprio su quelli che usano i libri per le strenne si potrebbe rimettere in carreggiata un anno disastroso. E invece l’amministrazione comunale di Latina, fraintendendo liberismo conderegulation (semmai conoscesse le regole) pensa di fare della prepotenza un metodo intervenendo come una mano pure troppo visibile creando un caravanserraglio. «Il libero mercato è stato alterato», gridavano ieri in coro Piermario, il presidente dell’Ali latina Sicconi, il rappresentante della libreria Approdo. Oltre al danno, nella storia si conta anche la beffa. Perchè dopo due incontri con l’assessore alle attività produttive del Comune di Latina, Alessandro Calvi, era stato stabilito che lo spazio per i libri fosse ridimensionato. Tutto ciò non è successo. Perchè Calvi può rilasciare un permesso che abbia valore non solo ad pesonam, ma anche senza limite alcuno. «Che poteri ha un assessore - si chiede Piermario - che fa accordi che non garantiscono nessuno e poi non restituisce giustizia?». Ecco, a questo punto basterebbe chiarezza. Per la giustizia si aspetterà l’anno prossimo.
mercoledì 9 dicembre 2009
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