venerdì 11 dicembre 2009

Gaeta - Il Giorno dell'AVIR


Franco Schiano
exavir o avirex ? (la vignetta)

Oggi 11 dicembre 2009, il giorno dell'AVIR.  Sono passati esattamente 2 anni e 6 mesi da quel 11 giugno 2007, che vide la stupefacente vittoria delle liste Raimondine. Due anni passati quasi interamente ad annunciare,  con tutti mezzi mediatici a disposizione, l'evento di oggi. La stessa scelta della data - che rappresenta esattamente il giro di boa di metà mandato- non è casuale. Anche se tutti gli addetti ai lavori sanno che quanto sarà approvato nel consiglio di oggi non significa affatto che dopodomani inizieranno i lavori, per tutta una serie di motivi a cui si aggiunge – non ultimo – il fatto che questo atto d'indirizzo arriva quando ormai il clima, per le regionali  ormai imminenti, tende  a diventare sempre più surriscaldato.
Senza entrare nel merito delle scelte, non si può negare che i due anni e mezzo passati nell'attesa di questo evento quasi messianico, hanno logorato non poco la maggioranza dell'Amerikano, passata da un  granitico 16 a 5 dell'inizio  mandato a un poco rassicurante e quasi traballante 12 a 9 attuale. Ecco, questo è il punto: quanto è solida la maggioranza che sostiene Raimondi?  Non abbiamo dubbi sull'esito della votazione di oggi: sarà favorevole. Ma quanto reggerà? Riuscirà ad arrivare all'atto successivo, quello più importante ossia all’approvazione del progetto, con la relativa variante al piano regolatore?
Nessuno lo può sapere, ma non c'è dubbio che il futuro nasconda più di un 'incognita. Cominciamo dal PD. Sembra che in una riunione  estiva – in vista del consiglio del 3 agosto, poi saltato – il direttivo dei democratici abbia predisposto un certo numero di emendamenti (14) di cui - si dice – almeno tre essenziali, irrinunciabili.  Se questo fosse vero,  il mancato accoglimento di solo uno di questi  famosi emendamenti del PD, dovrebbe comportare il voto contrario del gruppo consiliare che si riconosce nel PD, a prescindere dalla collocazione burocratica nei gruppi più o meno misti. Tradotto i neo democratici Fantasia e Luciani, dovrebbero – per disciplina di partito – votare contro. Fatto impensabile che manderebbe sotto 11 a 10 la maggioranza. Ma se il PD fosse un partito, nel significato letterale del termine, questo dovrebbe accadere. Ma i tempi sono cambiati e quello che conta oggi è il partito degli eletti. Anche l'intransigente  Raimondi sta cominciando a realizzare che in qualche modo bisogna assecondarla questa nuova forma di aggregazione politica, altrimenti in consiglio o non si viene o le mani non si alzano. Dopo la delibera di giunta del 2 dicembre con la quale si è “rimediato” allo sgarbo  subito dal consigliere Luciani in sede di assestamento di bilancio– non ci possono essere più dubbi – sul fatto che anche  Raimondi si è dovuto acconciare a questo nuovo modo di far politica: il do ut des.
Anche altri  membri del partito degli eletti, come ad esempio i consiglieri Vaudo, Ciccariello e Paone, pare stiano cominciando a  prendere piena coscienza del loro ruolo. Il loro recente intervento congiunto sulle inadempienze dell'Autorità Portuale, può senz'altro considerasi una, sia pur ancor timida, “ prova tecnica” verso l'obiettivo assessore di riferimento. Insomma Raimondi avrà il suo bel da fare per mantenere i risicati margini di cui oggi dispone. Margini una volta ampi e a cui, forse troppo frettolosamente, ha rinunciato.

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