Teresa Faticoni
Ronde no grazie. Ai cittadini della provincia di Latina l’idea di armarsi di spirito da sceriffo de noantri e sostituirsi alle forze dell’ordine non è proprio piaciuta. Sebbene si vociferi in giro di gruppi che si stanno organizzando, a ieri le domande di accredito presso la prefettura di Latina erano zero. Un flop clamoroso quello del governo Berlusconi, che con la testa sotto il tacco della Lega ha dovuto spingere il pedale sull’acceleratore della sicurezza fai da te. Che evidentemente ai cittadini italiani non va proprio a genio, se è vero che in tutto il Paese le richieste di iscrizione negli albi delle prefetture sono state sei. In giro per la provincia di Latina qualcuno forse ci aveva pure fatto la bocca. A Fondi, per esempio, in qualche zona dove sono reiterati i furti nelle abitazioni, qualche residente si era organizzato. Una volta riuscirono anche a mettere nell’angolo una banda: peccato che si trattasse di un consesso amoroso e non di un vertice criminale. A Sezze, poi, e a Priverno, qualche gruppo di ragazzotti di belle speranze di destra si stava attrezzando di divise, che devono essere rigorosamente diverse da quelle che possano anche solo lontanamente ricordare un partito politico. Ma poi tutto è finito nel dimenticatoio. Almeno per adesso. Di storie grottesche ne abbiamo sentite tante: di poliziotti che devono intervenire a scortare i rondisti; di rondisti di destra contro rondisti di sinistra; di ronde abbigliate alla maniera nazista con tanto di aquila sul cappello e fascia al braccio. I poliziotti, poi, lamentano ogni giorno mancanza di risorse e carenze di organico. Ma quanti soldi avranno stanziato per le ronde? Il presidente della provincia di Milano (Penati, centrosinistra) aveva messo 250mila euro. Una battaglia, quella per la sicurezza, che i cittadini chiedono sia combattuta diversamente. A volte i cittadini sono più evoluti di quanto i governanti eletti credano. Per fortuna.
venerdì 6 novembre 2009
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