Lidano Grassucci
C’è un vizio in questo paese, la Santa Inquisizione, quella di Santa Romana Chiesa (mo non vorrei mettere in difficoltà Panigutti, ma l’esempio m’è scappato). L’idea che siamo tutti colpevoli e dobbiamo solo confessare e che alcuni, gli inquisitori, sono santi, puri. Annozero, il programma Tv di Santoro, di giovedì sera è stato inquietante: sospetti che diventavano certezze, parole rubate che diventavano Vangelo e tanto teatro.
Il cattivo era Claudio Fazzone ed ecco inquadrature da film sui gangster, invitati scelti con certosina meticolosità per la loro fedeltà alla linea, e servizi montati con disinvoltura per fare di un romanzo una realtà. Il magistrato De Magistris che ha usato il suo ufficio per il lancio politico, infatti è parlamentare (ma questo si omette); Alessandro Panigutti direttore sulla carta di Latina Oggi al servizio del pluricondannato Giuseppe Ciarrapico (ma questo si omette) che diventa difensore della morale e antimafio militante; Anna Scalfati sedicente padrona di un lago (ma questo si omette). Il tutto condito con il sale di interviste montate ad arte per strada con gente comune trasformata in picciotti. Oppositori politici che diventano depositari di verità che sono, legittime, se politiche ma sempre fregnacce giudiziarie. Ma loro sono inquisitori loro sono i garanti della virtù cristiana, della Fede, e non possono essere in errore: Dio è con loro.
La Scalfati piange sul suo lago, Panigutti ne sa piu’ di tutta l’Arma dei carabinieri, della Magistratura italiana, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato. Mi domando: perché paghiamo tutta sta gente, basta Panigutti. Santoro è la Cassazione delle virtù civiche a 60 mila euro al mese di stipendio, 720 mila l’anno.
Nessun amministratore di Fondi è stato raggiunto da avviso di garanzia, nessun funzionario lo ha ricevuto, anzi: due funzionari sono stati coinvolti nell’inchiesta Damasco, entrambi hanno avuto riviste le loro posizioni e il Tribunale del Riesame (quindi un giudice) ha stabilito che il loro coinvolgimento era un arbitrio. Ma Santoro non lo dice e Panigutti dimentica o non sa, o ignora.
I rilievi mossi per opere pubbliche sono di forma e non di sostanza, ma questo si omette e diventano lavori ordinati direttamente da Totò Riina.
Tutto era predefinito, preconfezionato. Nel tribunale della Santa Inquisizione è prevista solo la confessione, non la smentita dell’eresia.
Fondi è mafiosa e basta, ai fondani non resta che andare da Santoro, o da Panigutti (alias Ciarrapico) e confessare. Terza via non è data.
Poi ci bruceranno tutti nella pubblica piazza con Ruotolo che fa le interviste ai sudditi soddisfatti della giustizia fatta, la signora Scalfati mangerà brioches, Panigutti sotto dettatura del senatore Ciarrapico scriverà che quando c’era il Duce questi roghi erano organizzati meglio e De Magistris spiegherà che se a indagare era lui, saremmo tutti mafiosi da Aosta a Pantelleria. Chiude Vauro che nella vignetta ricorda che “i catari bruciavano meglio, e Giordano Bruno faceva meno cenere. Perché erano tempi più puliti”.
E il popolo? Dorme, come sempre
Buonanotte popolo.
Nessun commento:
Posta un commento