Di Alessia Tomasini
La Scalfati, con tanto di lacrimoni malcelati e occhioni lucidi sparati in primi piani studiati, ha spiegato che “povera è tornata a Sabaudia solo per difendere un patrimonio ambientale e archeologico dai soprusi” indovinate di chi? Della mafia, dei signori del cemento e degli abusivismi. Poi, coraggiosa e determinata punta il dito contro la telecamera e dice: “io non ho paura di Claudio Fazzone e del suo braccio armato Armando Cusani”. E lì il sangue mi si è gelato nelle vene. Secondo lei, Fazzone è il mandatario degli abusi e Cusani quello che porta per porta li impone intimorendo e minacciando. La dama del lago, non ha paura. Beata lei perchè io di paura ne comincio ad avere. Ho paura di chi pensa di possedere un lago e che chi la ascolta sia venuto giù con la sgrullata. Visto che la Scalfati è tornata povera a Sabaudia (per una che ha un lago tutto suo mi sembra un cazzotto in un occhio a quelli che non arrivano a fine mese) per difendere il patrimonio di tutti perché non dona il lago ai cittadini di Sabaudia? Perché non spiega che sta guardando i suoi affari? Perché non spiega che il ponte romano è un mostruoso rappiccico di cemento? Ho paura del fatto che se non reagiamo lasciamo spazio a questi predicatori di idiozie. Santoro, Panigutti, la Scalfati offrono una visione di noi cittadini pontini (e sic! dei giornalisti) e ci costringono a specchiarci in uno specchio distorto, per convincerci di essere superficiali, sciatti, incapaci visto che ci lasciamo governare da Cusani e Fazzone.
Nessun commento:
Posta un commento