Irene Chinappi
Per il Giornale Santoro stavolta
ha cambiato bersaglio.
Ha lasciato in pace per
questa settimana Silvio
Berlusconi e ha preso di mira il
ministro Roberto Maroni, attaccato
in trasmissione dall’eurodeputato
Idv nonché ex magistrato Luigi
De Magistris per il mancato scioglimento
del Consiglio comunale
di Fondi. Maroni, assente in studio,
ieri ha voluto chiarire. Sul caso
Fondi «c'è stata - ha detto ai cronisti
della stampa estera - una vergognosa
strumentalizzazione da parte
della sinistra» snocciolando poi i
risultati della lotta del governo alla
mafia. «La legge - prosegue - dice
che lo scioglimento non viene
deciso dal ministro dell'Interno ma
dal Consiglio dei ministri che valuta
su indicazione del ministro: il
Consiglio evidentemente non si è
convinto delle ragioni che ho portato,
ma non ci vedo nulla di drammatico,
è una valutazione collegiale,
non tutti i provvedimenti che
vengono portati vengono accolti.
Dei 12 consigli sciolti - ha concluso
il ministro - ce n'erano anche di
amministrati dalla sinistra e adesso
ci stiamo occupando di
Castellammare di Stabia dove un
consigliere comunale del Pd e'
stato ucciso: io non guardo in faccia
a nessuno ma è il Consiglio a
decidere». I passaggi li ha chiariti
con tanto di complimeti di
Santoro, il ministro Pdl, ex An,
Italo Bocchino. «Il governo - ha
detto - deve prendere una decisione
equilibrata, ha scelto di non
sospendere la democrazia per 18
mesi ma di nominare un commissario
che porti la città alle elezioni
». Se Maroni difende il consiglio
dei Ministri non fa la stessa cosa
con il senatore Claudio Fazzone
che ha ribadito davanti alle telecamere
della tv pubblica, di voler
querelare il prefetto Bruno Frattasi.
«Ho condiviso parola per parola
quella relazione, - ha annunciato il
ministro dell’Interno intervenuto a
Bologna al convegno nazionale
Anfaci - se qualcuno vorrà querelare
il prefetto di Latina dovrà querelare
anche il ministro
dell'Interno. Non ritengo corretto -
ha aggiunto - attaccare una persona
che non ha nemmeno gli strumenti
per difendersi». Maroni ha poi
concluso dicendo che «quando il
ministro condivide e firma la relazione,
si assume sempre la responsabilità
di questi atti». Ma Fazzone
chiede solo che sia fatta luce sulla
vicenda. Se qualcuno ha sbagliato,
a qualsiasi livello, di qualsiasi
colore politico sia, è giusto che
paghi. Il senatore fondano ritiene
che Frattasi abbia sbagliato. Ha gli
strumenti per conoscere la verità e
li usa. E Frattasi, come ogni buon
cittadino, avrà i suoi per difendersi.
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