Lidano Grassucci
In Chiesa la domenica ci vanno in pochi, il 12% della popolazione. Di magro il venerdì non mangia più nessuno, la quaresima per tanti è una gallina un po’ grassa. Marrazzo andava sempre dal Papa, per farsi la foto, finanziava un eremo in Siria per zelo in Cristo, poi la sera se la girava per via Gradoli. Ho assistito a un assemblea di un partito cattolico dove si inveiva contro il divorzio, peste del XXI secolo, e i leader erano tutti divorziati. E sapete qual è il problema? Il crocefisso a scuola, la nostra identità è tutta lì. Lì sul muro.
Ho sentito la signora Palombelli, di fresco tornata alla Chiesa, che sosteneva: «E’ chiaro che la gente non va in chiesa, le messe sono in orari scomodi». Lo dovrebbe andare a dire ai cristiani del Sudan, a quelli delle catacombe, ai missionari. Signora la Fede non è mai “comoda”. Sono comodi i sofà, le autovetture, la Fede no.
Da noi si fa finta di credere, basta mostrare. Non è cristiano di più chi ha in petto una croce d’oro grossa come una mano. L’identità di un Paese è cosa profonda. E gli immigrati non hanno nulla a che fare con la vicenda del crocefisso sulle pareti delle scuole è uno dei temi del confronto tra laici e cattolici da decenni. 150 anni fa molti chierici volevano far credere la popolo che la Chiesa sarebbe finita senza il potere temporale. Si erano inventati che Roma era roba loro, dei preti, per via di Costantino che l’aveva data in dote proprio a loro. I bersaglieri fecero Roma italiana e la Chiesa del mondo. Il giorno dopo che il fardello del potere temporale era finito la chiesa di Cristo divenne più potente nel mondo. Non credo che la forza della Chiesa sia in un crocefisso a scuola, ma nel profondo delle coscienze di chi crede, non credo che la nostra identità sia tutta lì. Credo che l’identità sta nei valori, che hai dentro.
Servirebbe la Fede, servirebbe per chi ne ha.
Per me laico vale il principio di tener lontano lo Stato dalle coscienze, lo Stato si occupa delle cose degli uomini. Per quelle di Dio c’è la Chiesa, nel mio Paese erano 21 le chiese, ma c’era un solo municipio. Ciascuno preghi come vuole, dove vuole, ma in Comune parliamo di strade, di fogne, di marciapiedi, di acqua ma non di Dio.
http://www.youtube.com/watch?v=05MHxcIWpoE
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