mercoledì 4 novembre 2009

L’eretica. Crocefisso fuori dalle scuole, è giusto


Di Alessia Tomasini

La scelta di Strasburgo di togliere il crocefisso dalle scuole solleva la polemica e l’indignazione. Non ne comprendo il motivo. Viviamo in un mondo in cui la Chiesa detiene il potere massimo sulle coscienze delle persone. Viviamo in un mondo in cui la religione è il luogo della consolazione, la fede è qualcosa di straordinario. Su tutto grava il peso del bigottismo e dell’ipocrisia. Non ho la fortuna di essere una persona che ha fede che credo sia come l’intelligenza, o ce l’hai o non ce l’hai. Non si costruisce a tavolino, è un dono. Proprio per il rispetto che ho per la fede, meno nelle sovrastrutture che ci sono state costruite intorno, sono convinta che non sia un simbolo a poter guidare le coscienze ma il personale sentire. Se ci consideriamo una società aperta e multiculturale dobbiamo essere coerenti e questo significa che nelle scuole frequentate da ragazzi cristiani, musulmani, buddisti o si mettono tutti i simboli sui muri o non se ne mette nessuno. Il crocefisso è il simbolo di una fede, quella cristiana, che penso non meriti di essere appiccicata su un muro ma portata con orgoglio nel cuore.

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