Lidano Grassucci
Auguro buon lavoro al commissario di governo di Fondi. Sarà un pontiere, come sempre capita ai commisari di governo, dentro un buco democratico. Sarà sopra le parti affinchè si torni, a breve, ad avere le parti. Perché la democrazia è questo, parti contrapposte che leggono diversamente la città che si alternano alla sua guida. Una guida sopra le parti è una eccezione, è una sorta di antibiotico quando la città è malata. Ma l’antibiotico va somministrato con durezza, con la durata giusta, ma per il minor tempo possibile.
A Fondi il commissario, Domenico Nardone, non troverà mercanti nel tempio, né eresie. Ma gente normale. Mi dicono che sia esperto di comuni dove si paventavano infiltrazioni mafiose.
Ho difeso fino all’ultimo, e ultimo, il principio della legittimità del consiglio che si è autosciolto. Con la stessa lealtà con le mie convinzioni chiedo al Commissario di essere rigoroso, di preparare quel brodo di cultura della legalità che comunque servirà alla Fondi futura.
Non c’è bisogno di salvatori della Patria, c’è bisogno di saggi funzionari dello Stato che abbiano il senso dello Stato, come credo sia Guido Nardone.
Serviva, da tempo, in questa vicenda una cosa che non hanno mostrato i giornalisti, i partiti di opposizione, quelli di maggioranza, i consiglieri comunali e la Giunta: il sentire repubblicano.
Quell’idea che le istituzioni sono, comunque, sane. Perché un consiglio comunale, una giunta non possono delinquere, ma gli uomini sì. Non fare questa distinzione, banale, porta a creare istituzioni ad personam, a sentire le istituzioni vicine se ci sei dentro, nemiche se ci sei fuori.
Ecco questo è mancato, è mancato il rispetto del simbolo di Fondi che dice “Senato e popolo di Fondi”. Significa che quella comunità se ha rispetto di se si autogoverna, se la morte dell’avversario è indifferente rispetto alla morte della istituzione che, temporaneamente quello occupa, allora non c’è la sovranità dei fondani su se stessi.
Il commissario mi perdonerà, ma sono osservazioni da estremista della sovranità popolare. L’arivo di un commissario è cura ad una comunità malata, ritenevo e ritengo che a Fondi ci sia stato un errore di diagnosi.
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