Lidano Grassucci
E’ passato un anno, sembra ieri. Ora che scrivi di questa mancanza che è prima di tutto cosa personale? Sabino Vona se ne è andato proprio un anno fa. Allora titolammo “U babbo de a patria”, in corso per via di quella assonanza di vita che aveva avuto lui con Beato Paoli il padre della nazione corsa. Sabino è stato per me un amico, un amico e basta. Poi che il tuo amico è un grande è cosa pubblica, cosa che riguarda il vivere insieme. Io parlerò della cosa privata, delle sue idee. Lui pensava di giustizia, nel senso che voleva costruire una comunità dove ciascuno fosse responsabile di quello che faceva. Marx avrebbe detto: “da ciascuno a seconda delle sue capacità, a ciascuno a seconda dei suoi bisogni”. Cosa che oggi è diventata la scusa per fare appropriazione indebita, è la scusa per una società indolente come la nostra. Perché il presupposto di quella idea che era pure di Sabino era la responsabilità, l’idea generosa dell’orgoglio di ciascuno nel voler partecipare alla vita di tutti. Se la comunità è di uomini virtuosi la cosa funziona, se è di furbi no.
Ecco Sabino non era “furbo”, era virtuoso. Credo non abbia fatto neanche una assenza sul suo posto di lavoro, quello di professore al Vittorio Veneto.
E’ stato sindacalista ma non ha usato questo come espediente per sottrarsi al lavoro, è stato segretario provinciale del Pci ma questo non è stato alibi per non stare con i suoi ragazzi, è stato sindaco di Roccagorga ed ha sempre lavorato.
Questo era la ragione, la base, la virtu’ repubblicana (oggi torna di moda) che è il presupposto di una società giusta.
Non era, Sabino, l’uomo nuovo dei regimi totalitari, era l’uomo onesto dei Lepini, era l’uomo che aveva dignità di se. Oggi ci sono in giro tanti festival del partito democratico, nessuno spende due parole, un incontro per ricordarlo.
Cercano, i democratici, un punto di riferimento per l’idea di una società postBerlusconi. Non dovrebbero andar lontano, dovrebbero raccontare, studiare (ha lasciato tanti scritti) le virtu’ repubblicane del sindaco di Roccagorga, del segretario del Pci.
Dice, ma volevi parlar di lui come amico, questo ho fatto. Si è amici di uno che si ammira, che desta il tuo stupore che fa cose meglio di te, che ha in se le virtu’ che tu non hai.
Sabino è stato questo, la sinistra senza la capacità di cercare nella sua storia, nella sua testimonianza le virtu’ repubblicane semplicemente non è. E’ destinata alla sconfitta.
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