martedì 8 settembre 2009

Panico tra i residenti: fiamme a Monte Tortona

Raffaele Vallefuoco
E' stata una notte di fuoco e cenere quella trascorsa tra lunedì e martedì, dai residenti del popoloso quartiere formiano di Acqualonga. A partire dalle 23, infatti, un vastissimo rogo ha interessato la montagna di Campese, avvallamento collinare che si frappone tra la frazione di Trivio e il quartiere. Fiamme altissime visibili addirittura da Gaeta. Una zona, quella di Acqualonga, densamente popolata che ha conosciuto un importante incremento urbanistico da appena quattro anni. Le fiamme, che secondo una prima ricostruzione di vigili del fuoco del distaccamento di Gaeta e carabinieri della locale stazione sarebbe di chiara matrice dolosa e sarebbero partite da via Ponzanello, hanno formato un semicerchio tutto attorno al perimetro urbanistico del quartiere, con grave rischio per le abitazioni e i residenti scesi in strada. «Erano le 22.50 - racconta Vincenzo, giovanissimo testimone del minaccio incedere della fiamme - quando erano visibili alla sinistra della montagna i primi bagliori». E’ da quel momento, infatti, che sono partite le prime segnalazioni alle forze dell’ordine. A spaventare gli abitanti dei numerosi parchi che insistono nella zona, il forte vento che, in effetti, poi, ha finito per alimentare il fronte del fuoco. «I residenti hanno avvertito i vigili del fuoco» racconta ancora Vincenzo , circondato dagli amici, ma erano già impegnati nel domare il rogo che, quasi contemporaneamente, ha investito un altro quartiere popoloso, questa volta a Gaeta: Monte Tortona. Quindi domato il rogo in Gaeta, la squadra 5a, intervenuta prontamente a Gaeta, raggiungeva  i colleghi della 6a a Formia,  giunti con un autocisterna ai piedi del Monte Campese. Qui hanno attivato la pompa in dotazione al mezzo e con tanta determinazione hanno  cominciato ad esperire le prime fasi di intervento, mentre dai parchi adiacenti i residenti offrivano il loro contributo ai vigili bagnando gli spazi verdi comuni, terrorizzati dal funesto incedere del fronte del fuoco, che trovava sul suo cammino una prateria di vegetazione secca. La determinazione dei vigili, affiancati anche dai volontari del Ver di Formia, e la morfologia di Acqualonga hanno permesso di scongiurare il peggio. Era l’una circa quando il fronte del fuoco era  definitivamente spezzato. I vigili, però, non avevano ancora debellato le fiamme. La fase di accerchiamento del fuoco entrava solo allora nella fase più importante. A destra del monte infatti la 5a continuava a lottare con le fiamme che minacciavano un’abitazione, mentre alla sinistra di Campese, lungo via Ponzanello il Ver di Formia interveniva per domare il rogo. Erano le quattro quando i vigili lasciavano il quartiere per fare rientro nel distaccamento di Gaeta. Sul posto anche il sindaco Michele Forte, che ha espresso la sua vicinanza ai residenti, ipotizzando una regia organizzata alla base dell’accaduto: «Ci troviamo di fronte ad azioni di vero e proprio terrorismo. Qui ci sono persone che pianificano strategie criminali calcolando anche i tempi e le modalità di intervento, non a caso i focolai sono stati attivati nelle ore notturne dove non è possibile fruire del soccorso aereo e degli elicotteri per lo spegnimento delle fiamme. Su questi delitti ambientali  – continua il sindaco – c’è bisogno di colpire gli autori con  pene più severe. Queste persone hanno distrutto un territorio, in pieno centro città,  non si può vivere con il terrore di vedere le proprie case avvolte dal fuoco. Devo ringraziare le forze dell’ordine e in particolare i carabinieri che hanno prestato la loro opera fino a tarda notte, allo stesso modo ringrazio  gli uomini della forestale, la protezione civile, i vigili del fuoco e la guardia costiera e i volontari della comunità montana. Il loro impegno è stato determinante per far sì che le fiamme venissero alla fine  domate e che gli abitanti potessero rientrare nelle proprie case a nottata inoltrata. Tutta la vegetazione e gli alberi del Monte Campese e di Acqualonga  sono andati in fumo con danni irreversibili al territorio e alla natura. Stessa cosa dicasi per Maranola e Trivio. Nella zona dietro al cimitero, località Farraoni il fuoco ha lambito le case mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini evacuati in maniera drammatica dalle proprie abitazioni in piena notte». Stessa sorte per quelli di  Acqualonga. «La nottata di fuoco ha lasciato il segno alla pari di una  distruzione bellica». Insieme al sindaco, che è stato in continuo contatto telefonico con il prefetto di Latina, a seguire le operazioni di soccorso e spegnimento anche il consigliere regionale Aldo Forte, l’assessore alla protezione civile Gianni Carpinelli, il vice sindaco Benedetto Assaiante e il presidente della Comunità montana Nicola Riccardelli. «Con i comuni limitrofi di Minturno, Gaeta, Itri e Spigno dobbiamo concertare un piano di prevenzione e di controllo che scongiuri in futuro  azioni delittuose contro il patrimonio naturalistico. Così come sarà necessario confrontarci anche con i cacciatori e i pastori facendo capire loro le ragioni della convivenza e del rispetto dell’ambiente». Anche in materia di pulizia di giardini e aree private il primo cittadino è categorico: «I proprietari dei terreni e delle campagne hanno l’obbligo di provvedere a tagliare le erbacce e fare pulizia proprio per prevenire il propagarsi del fuoco». Intanto il sindaco convocherà nei prossimi giorni una riunione in Comune per fare il punto della situazione e attivare un piano sicurezza in grado di fronteggiare al meglio questo finale di stagione, guardando già alla prossima estate. Si cercherà inoltre di predisporre un fondo per corsi di  esercitazione e addestramento dei volontari della protezione civile da tenersi possibilmente in primavera, ma che comunque in questa circostanza hanno dimostrato competenza ed esperienza.
Mentre le tenebre avvolgevano la città di Gaeta, un bagliore
illuminava la località di Monte Tortona, interessata da un vastissimo
rogo, nella notte tra lunedì e martedì, sulla cui matrice indagano i
carabinieri della locale stazione. Le fiamme, originatesi, quasi in
contemporanea con l’incendio di Formia, hanno richiesto l’immediato
intervento del personale del distaccamento dei vigili del fuoco di
Gaeta.  Ad essere interessata soprattutto la zona dei depositi
dell’Agip, nelle cui prossimità i il personale della 5A ha
immediatamente esperito le prime fasi di spegnimento, appena sul posto
a seguito di segnalazione dei cittadini. Fiamme altissime che hanno
minacciato anche alcune abitazioni che insistono nella zona e hanno
richiesto l’immediata evacuazione, tra il panico dei cittadini. Tale è
stata la forza del rogo che il personale della 5A ha richiesto
l’intervento di rinforzi. Hanno risposto alla chiamata i colleghi
della 1A di Latina e della 3A di Terracina. Dal canto suo il sindaco
di Gaeta, Antonio Raimondi, è rimasto in contatto per tutta la notte
con i volontari della protezione civile e i dirigenti della prefettura
di Latina. Solo dopo ore di intervento, con il rogo costantemente
alimentato da fortissime raffiche di vento, i vigili del fuoco hanno
avuto la meglio. Intanto, però, ieri mattina le unità della 5A sono
tornati nella zona interessata dalle fiamme per evitare che tizzoni
ancora accesi potessero nuovamente innescare questo inferno di fine
stagione.



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