martedì 15 settembre 2009

A Gaeta prove generali di Piano Regolatore

Raffaele Vallefuoco
Il Prg, l’assetto urbanistico della città, comincia a stuzzicare le fantasie politiche del sindaco di Gaeta Antonio Raimondi. «Un nuovo Piano regolatore generale», pensa,  come  «punto qualificante»  del programma e «dell’impegno con gli elettori», ricorda. Uno showdown che muove  da alcune considerazioni dell’assessore all’urbanistica, Antonella Avitabile. Raimondi: «Ho sempre sostenuto che c’è da rivedere in quello vigente, approvato nel lontano 1973, l’estensione delle zone agricole della nostra città – afferma il primo cittadino -. Infatti, esse rappresentano il 70 percento del territorio complessivo, ma la società gaetana, in questi ultimi  decenni è totalmente cambiata: sono rimasti pochi coltivatori diretti e la nostra campagna è abbandonata o soggetta ad abusivismi edilizi. Le zone agricole sono caratterizzate da piccoli appezzamenti di terreno che rendono impossibile edificare alcunché, per questo all’interno del Prg si sta pensando di individuare i criteri per il recupero delle «cammere» o per la costruzione ex novo di abitazioni di campagna su aree di almeno 2000 metri quadrati».  Guarda soprattutto alle strutture diroccate  Raimondi, che «nelle nostre campagne e sulle colline sono rimaste, a ricordo della tradizione agricola cittadina» I ruderi, ecco di cosa parla Raimondi, le cosiddette «cammere». «Si tratta di piccole costruzioni che fungevano da deposito degli attrezzi, da riparo dalla pioggia e da luogo di riposo dei contadini durante la giornata lavorativa – aggiunge Raimondi -. Stiamo studiando la possibilità di ricostruirle in maniera razionale, in modo che non deturpino il paesaggio agreste, utilizzando materiali quali pietra e legno che ricalchino lo stile di quel tipo di abitazioni. Inoltre, questo è anche un modo per difendersi dagli incendi estivi. Chi andrà ad abitare in campagna - analizza -  certamente provvederà a tenere pulito il terreno dalle sterpaglie perché ne va le della propria incolumità, sia abbellendo i dintorni con la piantumazione di alberi autoctoni. Naturalmente, questi sono solo alcuni criteri di massima da approfondire con tutte le forze politiche». Dettagli «che potranno essere tranquillamente migliorati con un sereno confronto». Apre quindi all’intero consiglio comunale il sindaco, considerando soprattutto i vantaggi di tale operazione: «Gli effetti positivi sarebbero almeno quattro. Innanzitutto, si potrà dare un minimo di edificabilità a terreni che, allo stato attuale, non possono ospitare costruzioni. In secondo luogo, si offrirebbe una possibilità ai proprietari di terreni di risolvere il problema della prima casa o di investire sul futuro dei figli in questo senso – conclude il sindaco - Quindi, una volta fissati i criteri, si procederà ad una serrata attività di controllo per impedire l’abusivismo e lo scempio del territorio, iniziando a rimettere in moto un certo tipo di economia, quella edilizia, che può dare un po’ di sollievo alla nostra società che soffre gli effetti della crisi». Come a dire sviluppo si, ma controllato.
L'opposizione
Il punto di partenza per una variante al piano regolatore generale di Gaeta deve essere un'approfondita analisi socio - economica - produttiva». E' ben delineato l'iter del Piano regolatore ideale che ha in testa il capogruppo consiliare Udc - per la Costituente di Centro Giuseppe Matarazzo, che interviene in merito all'ipotesi di revisione affermata dal sindaco Antonio Raimondi. «Senza questa preventiva analisi - afferma il consigliere Udc - si scade in una forma becera di lottizzazione o in un tentativo di spartizione. Era corretto l'iter che stava seguendo l'ex sindaco Silvio D'Amante - continua Matarazzo - affidando l'analisi ad un gruppo di esperti prima del conferimento ad un tecnico. Peccato che il progetto non è proseguito». Poi, rispondendo all'apertura alle forze consiliari operata dal sindaco Antonio Raimondi, afferma: «La variante, però, non può non passare al vaglio attento della commissione - consiglio comunale che deve condividere tutto l’indirizzo e le finalità di esecuzione» si auspica Giuseppe Matarazzo aprendo di fatto alla discussione. Insomma a Gaeta si configurano prove generali di Piano regolatore.

Prg story
Il Piano regolatore generale, che a Gaeta è stato adottato nel 1971,  è uno strumento che non ha scadenze attuative. Ad esso sia affiancano due strumenti: l'uno di natura pubblica e l'altro di matrice privata. Parliamo rispettivamente dei piani di attuazione particolareggiati e delle lottizzazioni. Entrambi hanno una decorrenza di 15 anni, mentre il Prg non scade mai. A Gaeta non è mai stata eseguita una variante, ma non sono mancati i tentativi. In particolare tentati dall'amministrazione D'Amante, che aveva affidato l'incarico di analisi ad uno studio di progettisti della Capitale. Ma consegnati i lavori, l'ipotesi di stesura ha subito uno stop. Il progetto si è arenato ed è finito in un cassetto del Comune, e mai rispolverato dai governi che si sono succeduti, sino a quello Raimondi. Ma deve restare comunque un punto di partenza per qualsiasi altro progetto, una volta che siano stati individuati gli indirizzi base che si vogliono perseguire. In particolare in esso devono convergere la natura turistica di una zona, o la vocazione commerciale di un’altra, perseguendo un disegno urbanistico coerente e definitivo. 

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