domenica 16 agosto 2009

TERRACINA - Il silenzio di Nardi sull'arrivo dei cantieri navali

Teresa Faticoni
Il cantiere dove lo metto? Parte, si dice, si mormora che siano in arrivo i cantieri navali Rizzardi, ma nessuno sa con certezza i tempi e i modi. L’articolata denuncia arriva dal capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale Antonio Bernardi. Nei giorni scorsi l’ufficio stampa del Comune aveva diffuso una nota nella quale si annunciava il trasferimento, deciso dalla Regione Lazio, dei cantieri navali da Sabaudia (dove evidentemente nessuno vuole assumersi la responsabilità e piuttosto che decidere cosa fare del lago di Paola, preferisce spostare altrove) all’area ex Sep nella città del Monte Giove. «Su questa notizia sugli organi di stampa si è sviluppato un dibattito a cui ha contribuito anche il sindaco, con affermazioni personali, vaghe e fantasiose», dichiara Bernardi. Ma nessuno ha ufficialmente informato il consiglio comunale. Anche se Nardi nell’ultimo consiglio comunale prima di Ferragosto in risposta a una mozione presentata sul bando dei porti a fatto accenno a un confronto avuto in merito con la Regione Lazio. La Regione Lazio, in sostanza, avrebbe preso la decisione di de localizzare i cantieri Rizzardi all’ex Sep con il solo coinvolgimento del sindaco, avendo concertato la cosa con il Ministero dell’ambiente. Di più: la notizia della delocalizzazione è stata celata per qualche giorno, poi, essendo uscita sul Corriere della sera, la regione è stata costretta a uno striminzito comunicato stampa diffuso con quattro giorni di ritardo. Bernardi a questo punto avanza una serie di domande: «il cantiere nautico che verrebbe realizzato nell’ex Sep, quanta area occuperebbe? Includerebbe o meno il centro turistico del molo? Il cantiere nautico interesserebbe anche grandi imbarcazioni? In caso affermativo, come e da dove raggiungerebbero l’area del molo senza creare problemi alla viabilità o alla costa?». Interrogativi al momento senza risposta, anche perché nemmeno si conoscono i termini della proposta. Il capogruppo del Pd, da parte sua, svolge alcune considerazioni sulla possibilità di trasferire il cantiere nautico di Rizzardi a Badino in alternativa all’ex Sep. «In merito alla proposta del Piano particolareggiato della C2 con le nostre osservazioni, inviate anche alla Regione Lazio, abbiamo espresso un giudizio negativo per la realizzazione dell’avamporto che inciderebbe negativamente sulla morfologia della fascia costiera e delle due darsene: una alla foce e l’altra nella parte storica lato Roma del nuovo ponte». Insomma, l’impressione sembra essere quella di una necessità da parte della Regione Lazio di fare presto, perché i cantieri Rizzardi sono un fiore al’occhiello dell’economia pontina e italiana. Una mancata decisione provocherebbe come conseguenza immediata una figuraccia alla quale sarebbe difficile riparare. Ma con la decisione di spostare i cantieri non solo non sono state tenuti nel computo necessario i passaggi istituzionali, ma sono state lasciate nell’oblio anche alcune attività dell’indotto. «Per quanto mi riguarda, chiedo una maggiore considerazione da parte della regione, sia sulle nostre proposte che per le decisioni, che la Regione Lazio intende adottare sulla nostra città. Ritengo che noi siamo e dobbiamo essere il partito del fare; ma di un fare che trova la sua fonte ispiratrice nella dinamica politica locale che si apre e che concerta con gli enti provinciali e regionali scelte di governo del territorio nel rispetto dello sviluppo sostenibile», aggiunge Bernardi.
Il capogruppo ricorda in conclusione al sindaco Nardi come «una cosa è discutere dello spostamento di un cantiere nautico, un’altra è legare tale scelta a quella della portualità. Se il Sindaco crede di poter strumentalizzare la prima per ottenere il via libera a progetti di portualità scellerata e che vanno in contrasto con l’interesse della collettività terracinese noi l’osteggeremo con tutte le nostre forze anche a costo, se necessario, di ingaggiare un duro braccio di ferro con la Regione Lazio».

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