Sergio Corsetti
"Dov'è il privilegio se non nella mente di alcuni laicisti esasperati?". Il quesito lo pone il presidente dell'Unione giuristi cattolici italiani. Proviamo a ragionarci un po' su. La lettura data del dispositivo del Tar relativo all'insegnamento della religione cattolica appare una mistificazione. Vengono dipinti come discriminati la disciplina e gli insegnanti. Ma il tribunale amministrativo non ha detto questo. Ha semplicemente evidenziato che, sulla base delle leggi italiane, l'ordinanza ministeriale emanata da Giuseppe Fioroni poneva dei problemi di disparità di trattamento. Dobbiamo chiederci semplicemente se sulla base delle leggi vigenti un ragazzo che non intende frequentare le lezioni di religione possa essere discriminato nei confronti di un altro premiato per il contrario. Perché questo avviene. Poniamo il caso che un primo alunno si avvalga dell'insegnamento della religione e che eccella nella disciplina. Poniamo ancora che per questo motivo l'insegnante lo proponga con un voto di eccellenza, giudizio che gli dà diritto a un punto di credito. Allora, è lecito (non ci poniamo per ora un quesito di giustizia) nei confronti dell'altro ragazzo che non avvalendosene non può aver diritto a tale punto aggiuntivo, punto che andrà a concorrere alla formazione del voto finale? Si fa presto a dire poteva seguire le lezioni oppure non possiamo premiare chi va a casa. Più corretto sarebbe ragionare, come ha fatto il Tar, sui principi fondamentali della Carta costituzionale e sulla normativa che regola la materia. Basta soffermarsi sugli articoli della Costituzione. La legge non può creare discriminazioni dovute all'opinioni religiose. Punto. Perché uno studente che prende 10 in diritto-economia non ha diritto a un punto di credito e chi lo prende in religione sì? Si replica adducendo che questo concorre alla media finale ma la media dipende appunto da una decina di materie e una da sola non è sufficiente a far assegnare un punto di credito. Ecco molto semplicemente, e senza polemiche preconcette, una "controdeduzione" al presidente dell'Unione giuristi cattolici italiani.
venerdì 14 agosto 2009
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