Maria Corsetti
Come le stelle di agosto, che rapiscono lo sguardo e la mente, fresche come la notte, spensierate come un soffio di vento nella sera. Vanitose e ridenti portano con loro tutto il fascino del made in Italy. Sono le bollicine di Franciacorta, con il loro nome un po’ orientale e sontuoso, nate nei vigneti e cresciute nelle cantine della Contadi Castaldi.
Tornare in questa terra ogni anno è come scoprire ogni volta un angolo d’Italia nascosto da uno schermo magico che lo copre agli occhi del mondo. Aeroporto di Orio al Serio, una striscia di autostrada, e poi il verde assoluto. È lì che nascono le bollicine di Franciacorta, da lì arriva l’idea stessa del Satèn. Un percorso alla ricerca delle origini, dalla terra alla cantina, un mondo di sole e di ombra, alla ricerca di un equilibrio fatto di emozioni.
E mentre sei lì che ti lasci andare un po’ alla poesia, torni in quel momento della vita in cui maturi un pensiero più elaborato, si fa l’ora del Gioco delle cuvée.
Eccoli lì, tanti piccoli chimici intorno a bicchieri e bottiglie per ritrovare il divertimento senza scopo che solo il gioco fine a se stesso sa dare. Puoi saperne quanto ne vuoi di vino, ma prova a immaginare come si trasformerà quel gusto che oggi sembra indovinato e come si arricchirà quello che oggi non convince.
Navigati sommelier, semplici appassionati, neofiti: tutti possono dire la loro intorno a una tavola rotonda. C’è il caposquadra che, guida diligente, di buon’ora, mentre gli altri si facevano il bagno in piscina, ha ripercorso tutto la strada del Satèn insieme all’enologo. Adesso, tra i grandi silos, impone la sua scienza al resto del gruppo che guarda affascinato gli alambicchi. Che bello fare il vino. Specie se sul serio lo fanno gli altri. Si assapora, si annusa, si mischia, si ride. È un gioco, concentrazione sì, ma anche tanta allegria.
Un’ora di tempo, come nei quiz a risposta multipla, per consegnare la preziosa bottiglia con il risultato dello sforzo di cervelli e palati. Un ultimo assaggio per rendersi conto di quanto cambia il gusto della base al variare della temperatura, ma la prima risposta è quella che conta, non si può tornare indietro. In attesa del responso una visita alla mostra “Ballo+ballo”, con gli scatti magnifici di Aldo e Marirosa Ballo, foto che rivelano la precisione, l’intensità e la poesia di architetture, interni e oggetti. Uno spettacolo dentro un gioco, dentro un paesaggio incantato. La cena è di quelle che non si dimenticano, le bottiglie sono un inno alla Franciacorta. L’estate è qui, fuori c’è il mondo.
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