domenica 9 agosto 2009

Sotto il cielo dei Lepini nasce il popolo dell’alba

Maria Corsetti

«Tra qualche anno, quando questa cosa la faranno tutti, potrete dire io c’ero». Sono le sette e mezza di domenica mattina e Antonio Pennacchi chiude la tre giorni di un esperimento assoluto, un azzardo mai visto: musica e lettura mentre sorge il sole per finire con una colazione di pane, ricotta e miele. L’idea della Compagnia dei Lepini ha fatto centro. C’è un popolo insospettabile che ama l’alba, il silenzio e l’aria leggera di un giorno ancora da scrivere. Il volto accartocciato e lo sguardo cupo fanno parte del lessico riservato a chi abbandona il letto per conquistare la strada verso l’ufficio e otto ore di lavoro. Ma se svegliarsi significa trovarsi immersi nell’alba di un paese di collina con Antonio Pennacchi che ti legge i suoi testi e musiciste mongole che sembrano volare mentre suonano è proprio il caso di dire che la musica cambia. L’occhio è vispo, l’espressione ghiotta e riposata, evviva le prime ore del giorno e il profumo del caffè caldo della moka. È stato più che un successo, è stata una scoperta, una moda da lanciare, un gusto che una volta era sinonimo di povertà e oggi sa di vacanza inedita. Un po’ come la panzanella, intramontabile e squisita.
“Transumanze ‘O9: Festival di musica e cultura popolare sui Monti Lepini” è il nome dato alla rassegna partita alle 5.30 del mattino di venerdì 7 agosto a Prossedi e proseguita sabato 8 a Roccamassima e domenica 9 a Bassiano.
Antonio Pennacchi con le sue storie sui Lepini, sulla pianura pontina, le città nuove e quelle vecchie, il protagonista. Accanto a lui musica etnica, dall’Iran alla Transilvania, alla Mongolia. Che un conto è ascoltare quella musica di sera, a qualche festival folk tra le bancarelle di noccioline e le giostre dei “calcinculo”, un conto è ascoltarla pura, senza neanche un cellulare che squilla.
Letture e musica, poi di nuovo letture, più di un’ora di spettacolo che corre lieve mentre il resto del mondo dorme. Colazione all’aperto, caffè, pane e ricotta per tutti. E poi ognuno incontro alla sua giornata.

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