Sergio Corsetti
"Noi siamo il prodotto di stelle. Siamo parte dell'universo la parte più completa perché il nostro cervello è più complesso di una stella che è solo gas". Questo il pensiero di Margherita Hack. L'astrofisica ha incantato sabato sera la platea accorsa ad ascoltarla nell'auditorium San Michele Arcangelo di Sezze in una conferenza sul tema “400 anni dopo Galileo”: l’evoluzione dell’astronomia nel corso dei secoli, gli importanti traguardi raggiunti e quelli all'orizzonte. Nonostante le condizioni climatiche, il forte caldo nella sala, e i temi per nulla semplici l'attenzione e la partecipazione sono state altissime. La serata è stata introdotta dal giovane setino Giovanni Maria Savaresi che ha parlato dei primi studi astronomici. Poi è salita in cattedra Margherita Hack. Al centro del dibattito Galileo, scienziato moderno, in quando fonda la ricerca sull'osservazione e non sui dogmi aristotelici ma che "riesce a costruire anche un marchingegno (il cannocchiale), grazie ai racconti di viaggiatori che avevano visto qualcosa di simile, che permetteva di far vedere vicine le cose lontane". Con Galileo ha inizio una rivoluzione anche dal punto di vista filosofico. La scienziata ha parlato, poi, delle due teorie sull'universo; quella evolutiva secondo la quale l'universo ha cominciato a gonfiarsi e quella dell'universo stazionario in cui l'energia dà luogo a creazione di materia e la densità resta costante: "A fronte delle due teorie ci si è posti come tifosi di Roma e Lazio". Margherita Hack, da grande scienziata qual è, ha trattato temi di una complessità enorme facendo ricorso a spiegazioni di una semplicità sconvolgente. Un esempio? Quello della fuga delle galassie. Come spiegarlo? Con l'esempio della "pasta che lievita con all'interno le nocciole che s'allontanano una dall'altra perché trasportate dalla massa". Poi tornando ad un linguaggio più tecnico ha illustrato come "tutte le galassie e tutte le nebulosità simili alla via Lattea avevano una velocità d'allontanamento dalla nostra galassia. A seguito del botto iniziale, la grande esplosione ecco la fuga delle galassie. Ma non è vero che le galassie fuggono è lo spazio che si sta espandendo, che sta crescendo". E poi ancora la Hack ha parlato di macchie nebulose, di spettroscopia, di origine dell'universo, di universo bambino, di album di famiglia, di nascita avvenuta tra i 13miliardi e 600milioni di anni e i 13miliardi e 700milioni di anni fa, di universo primordiale, di zuppa di particelle. La scienziata ha evidenziato come la storia dell'universo è stata ricostruita dagli scienziati: "quando guardiamo la galassia notiamo che ci sono tutti gli elementi che noi conosciamo sulla terra. Le stelle sono delle vere e proprie centrali di energia nucleare e siccome vivono solo tra i 400mila e i 700mila anni si devono essere formate le prime stelle e le prime reazioni nucleari che hanno dato luogo alla materia". "Gli elementi dell'universo vengono dalle grandi stelle che permettono la formazione di tutti gli elementi dall'idrogeno all'uranio – ha concluso la Hack - nell'ultima mezz'ora di vita producono troppa energia ed esplodono avvolgendo le nubi di gas facendo nascere nuovi pianeti e nuove galassie". La chiesa? "Per fortuna non ci mette più al rogo. Ma mette ancora troppo bocca in campo di biologica ed è assurdo per un paese laico".
domenica 9 agosto 2009
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Ho partecipato con interesse alla lezione magistrale della professoressa Hack.
RispondiEliminaOttima l'introduzione del giovane appassionato Setino di astronomia Giovanni Maria Savaresi il quale ha organizzato l'evento con la collaborazione della sua associazione. I politici locali penso onestamente potevano fare meglio. L'assessore Grenga non so se ha mai sentito parlare della Hack, ma basta che chieda anche a un bambino di 10 anni e glielo spiega.
Ho avuto modo di parlare con la Hack e suo marito, sono rimasti molto soddisfatti dell'accoglienza e di tutto quanto, hanno elogiato il loro giovane amico Giovanni Maria.
Sono rimasti soddisfatti anche dell'accoglienza che le Autorità del Comune gli hanno fatto.
Però a me una cosa non va giù, l'assessore alla cultura poteva dare più risalto alla cosa e magari individuare un sito migliore per la manifestazione che ha attirato tante persone che sono arrivate anche da fuori della nostra Provincia.
Comunque, se ne facessero di manifestazioni di questo genere...
Bravo Giovanni Maria.