domenica 9 agosto 2009

La Hack illumina il cielo stellato di Sezze

Sergio Corsetti
"Se la professoressa accetta la cittadinanza onoraria non resta che stabilire la data. La comunità setina sarebbe orgogliosa di cotanto onore". La professoressa in questione è Margherita Hack. L'astrifica di fama mondiale è stata ricevuta ieri in comune, nella sala Alessandro Di Trapano, per la manifestazione "Sezze sotto le stelle". Il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, ha colto al volo la proposta-provocazione del presidente dell’Araba Fenice, Gian Carlo Mancini, di assegnare la massima onorificenza cittadina alla scienziata italiana e così Margherita Hack, che ha accolto la proposta del primo cittadino con un cenno d'assenso, sta per diventare cittadina di Sezze. "Sezze è un paese molto bellino e accogliente" era stato il suo primo pensiero non appena giunta a piazza De magisteri mentre il marito chiedeva informazioni proprio sul nome del palazzo in cui ha sede l'amministrazione comunale. Il sindaco ha portato i saluti della comunità evidenziando la grande opportunità di divulgazione delle conoscenze scientifiche che incontri del genere hanno. Poi la protagonista, com'è giusto che fosse è diventata Margherita Hack. Abbigliamento minimalista, pantaloni neri e una polo rossa, ma il particolare che più colpisce di lei è lo sguardo vivo ed intelligente che cattura ed affascina. La sala non è quella della grandi occasioni, pochi i cittadini in aula ma è un vero e proprio deserto tra i banchi: un consigliere comunale, Armando Uscimenti e due assessori, Pietro Bernabei e Remo Grenga, oltre al sindaco ovviamente. Dopo un breve saluto di circostanza l'astrofisica ha dialogato con gli appassionati rispondendo con impareggiabile maestria e soprattutto chiarezza su temi ostici. "Non esiste un solo pianeta abitato – ha confermato la Hack - per il momento mancano solo gli strumenti per dimostrarlo. Esistono centinaia o migliaia di pianeti e costellazioni; sicuramente noi terrestri non rappresentiamo l’unica civiltà presente nell’universo soltanto che è difficilissimo entrare in contatto con loro a causa delle attuali conoscenze tecnologiche". Poi l'argomento si sposta su argomenti più complessi. "Scienza e fede viaggiano su due binari paralleli – dice la professoressa- credere in Dio, per me, è come credere alla Befana quando si è fanciulli, serve solo ad esorcizzare le paure per le cose che non si conoscono". La Hack, poi replica ad una domanda provocatoria in maniera altrettanto netta destinando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi a un buco nero, poi, dà lezione anche di democrazia: "Fin quando il 51% lo vota ce lo teniamo. Vuol dire che la maggioranza degli italiani è composta da bugiardi e impostori come lui". C'è il tempo anche per i ricordi personali, la scienziata afferma di aver iniziato ad amare l’astrofisica "per caso essendomi laureata in fisica con una tesi sull’astronomia da li è iniziato il mio percorso di ricerca". "La fine del mondo prevista nel 2012 è una balla, è legata alla scaramanzia. - conclude la Hack - Un pericolo più concreto è legato al pianeta Roideapophis che potrebbe urtare il pianeta terra con effetti equivalenti alla scoppio in contemporanea di alcune bombe atomiche. Un po’ quello che accadde quando scomparirono i dinosauri. Solo che da qui al 2036 si potrebbe intervenire per modificare la traiettoria del pianeta in questione o con delle trivellazioni tali da provocare fuoriuscita di gas oppure facendolo affiancare da una sonda capace di attirarlo a sé deviandolo".

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