mercoledì 5 agosto 2009

SEZZE - Di Trapano, Priverno e i contadini


Lidano Grassucci
Leggo su un giornale locale che a Priverno storcono il naso per via dell’intitolazione di una galleria sulla 156 a Alessandro Di Trapano, storico sindaco di Sezze e leader dei movimenti contadini della provincia. La ragione per cui Di Trapano non piace è che è di Sezze e la galleria, per 20 metri, sta in comune di Priverno. Sono nazionalista setino e sui miei vicini di Priverno scherzo molto, ma un conto è lo sfottò un conto è chiudersi in se stessi, negare il mondo. Priverno ha dato i natali ad Antonio Baboto che ha lavorato in tutta Italia, trovai alla cattedrale di Messina una scritta che ricordava che quel portale d’ingresso alla chiesa era stato fatto dal privernate. Se ragionavano chiusi i messinesi avrebbero omesso la cosa.
Davanti al palazzo del Parlamento della Regina d’Inghilterra c’è la statua di Oliver Cromwell, che è un signore che fece il piacere alla monarchia inglese di tagliare la testa a uno di loro Carlo I. Capite da questo la ragione per cui la monarchia britannica è ancora viva e vegeta e le altre che governavano l’Europa sono finite male. E qui si trattava di un nemico, di uno che ha fatto (per un tempo breve) dell’Inghilterra una repubblica. E la statua è lì.
In tutta Italia c’è una piazza, una via dedicata a Dante. I senesi non possono tanto vedere i fiorentini, ma non credo non riconoscano la grandezza del sommo poeta. Alessandro Di Trapano è stato non un setino, ma un leader politico che ha difeso la sua gente che non erano i setini, ma i contadini. Ecco è un leader contadino e i contadini. Leggete Fontamara di Ignazio Silone, lì si capiscono i contadini, i contadini senza terra, i cafoni, i burini, i fellah, i campesinos, i peones.
Ecco Alessandro Di Trapano è stato questo. Era comunista e per chi sa di politica sa che chi sceglie quella fede ha una sola Patria, l’internazionale, è (di per se) di alcun paese, di alcuna piccola patria.
Alessandro Di Trapano stava con gli ultimi, con quelli che avevano come unica ricchezza la prole. Ricordate “proletari di tutto il mondo unitevi”? Non era “sezzesi, o privernesi, o maentini…”.
Sono cresciuto tra i contadini, gente che era più animale che umana, ma gente che conosceva Dante a memoria, che cantava “mi porti un bacione a Firenze” in un italiano perfetto e non erano mai stati più a nord di Velletri. Parlavano in dialetto stretto, lingua arcaica, ma ci spingevano a studiare, a uscire dal loro mondo per andare nel mondo.
Non amo Priverno come i senesi non amano Firenze, ma credo che la piazza di Priverno sia una delle cose più belle al mondo, come riconoscono i senesi che Dante è il sommo poeta. Poi possiamo giocare, ma Alessandro Di Trapano era il capo dei contadini solo i codardi e i poveri di spirito non capiscono. Bella la lettera che l’attuale sindaco di Priverno, Umberto Macci, scrive al presidente dell’Astral, GiovanBattista Giorgi l’undici settembre 2008: “Vengo ad esprimerle la mia condivisione per la scelta della figura di Alessandro Di Trapano, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente anche al di fuori dell’ambito istituzionale”.
Il resto è noia, rimasi male di leggere Baboto da Priverno a Messina, ma un po’ ero orgoglioso. Questo non significa che perdono la Cammilla delle sue cattiverie.

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