Irene Chinappi
Ti si gela il sangue se solo cerchi di immaginare cosa è accaduto nella notte tra domenica e lunedì in un appartamento nella periferia di San Felice Circeo. Tenuta in trappola da quattro extracomunitari (tre rumeni e un indiano) una giovane donna di nazionalità rumena è stata sottoposta alle torture più atroci, per il piacere perverso di quattro belve affamate. È arrivata in fin di vita al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, dov’è stata sottoposta d’urgenza ad un intervento chirurgico complesso e difficile. A salvarla sono stati il primario dell’équipe operatoria Giovanni Baiano e l’esperto di endoscopia Giampaolo Costa, al fianco dell’anestesista Recchia. La squadra del San Giovanni di Dio, alla luce dei risultati della Tac svolta d’urgenza ieri mattina, ha dovuto ricucire le importanti lesioni addominali oltre a dover ristabilire l’intestino, segnato da una profonda lacerazione nonché un’arteria che, evidentemente a causa delle violente percosse, era scoppiata provocando un’abbondante emorragia.
Credere che degli esseri umani possano essere in grado di ridurre in tale stato una donna, è davvero difficile. Non si riesce nemmeno a credere quale tipo di istinto li abbia spinti fino a compiere azioni che avrebbero potuto trasformali in carnefici assassini. E questo, tuttavia, non è ancora detto. Perché la donna resterà in prognosi riservata per almeno 24 ore. Fino ad allora è considerata in pericolo di vita.
La scena a cui hanno assistito i poliziotti del dirigente Rita Cascella probabilmente non la dimenticheranno mai. A comporre il 113, attorno alle 2 di notte, erano stati i vicini dell’appartamento in cui si stava consumando la violenza. Lì vivevano i quattro extracomunitari. La donna invece è residente a Sabaudia. I poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento mentre i quattro tentavano di scappare. La loro fuga però non è nemmeno iniziata che gli agenti del Commissariato di via Petrarca li hanno bloccati con la forza. Gli altri poliziotti, nel frattempo, erano entrati in casa. Quando hanno varcato la soglia della stanza da letto non hanno potuto fare a meno di rabbrividire alla vista della povera donna rannicchiata in una pozza di sangue, tra ferite e lividi. È stato subito chiaro che i quattro l’avevano quantomeno pestata atrocemente e il sospetto che fosse stata stuprata era forte. Per questo l’ambulanza del 118 immediatamente accorsa si è precipitata nel nosocomio di Fondi, sede del reparto di ginecologia. E la diagnosi è stata confermata. Stupro e violenza di gruppo. Le testimonianze raccolte, poi, non hanno fatto altro che confermare che ad agire erano stati proprio i quattro fermati. La stessa vittima ha dichiarato, tra le lacrime, di essere tata violentata dai suoi connazionali e da un cittadino indiano, regolarmente presente sul territorio nazionale e che condivide l’abitazione con i tre rumeni. I vicini, poi, hanno ribadito di aver udito le urla strazianti provenire da quell’appartamento. Tesi che ha smentito categoricamente la versione raccontata dai carnefici secondo i quali il fracasso era dovuto ai festeggiamenti per il compleanno della ragazza.
I nodi pian piano sono venuti al pettine. E la ricostruzione degli agenti è stata ancor più raccapricciante. I quattro, tutti incensurati, avevano assunto diversi ruoli nella violenza. Ad ispirare lo stupro sarebbe stato il più giovane, l’indiano di 20 anni, incoraggiato e aizzato con urla d’incitamento dagli altri tre (di 23, 30 e 35 anni).
Le indagini proseguono anche per risalire all’identità del proprietario dell’abitazione, residente a San Felice Circeo, e sulla presenza dei quattro all’interno della casa.
lunedì 10 agosto 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento