giovedì 13 agosto 2009

Lo Stato a Sabaudia

Lidano Grassucci




Dice il presidente della Provincia, Armando Cusani, che la ministra Stefania Prestigiacomo abbia assunto quelle posizioni su Sabaudia per via della conoscenza con Anna Scalfati. Dice, il presidente che è dello stesso partito della Prestigiacomo, che una parte del governo non è d'accordo con la ministressa. Insomma le ministre girano l'Italia confortando le cose di Stato con i consigli delle comari, il governo è peggio della corte di Versailles di Luigi XVI. L'altro ieri il Tar ha detto che le questioni di fede non possono avere nulla a che fare con il rendimento scolastico dei nostri ragazzi. Un'altra ministressa, Mariastella Gelmini ha fatto ricorso contro la sentenza del tribunale amministrativo, i vescovi si erano arrabbiati. Certo che, in cambio di professori di religione a go go, si può chiudere un occhio su certe feste divertenti e senili. Diciamo che c'è un senso privato dello Stato e i preti, come da 2000 anni a questa parte, chiudono due occhi sulla morale dei potenti (quanto restano rigidi su quella degli impotenti), fanno il tornaconto loro. L'Italia del resto non gli è mai andata giù, troppi liberali, troppi massoni, troppi socialisti. Sta di fatto che nelle cose pubbliche fino al lago di Sabaudia ormai si ragiona privato, si ragiona con la doppia morale. Mi spiace per Berlusconi che ho ammirato ma che oggi usa il peggio della cultura leninista e controriformista.
La Prestigiacomo dovrebbe stare dalla parte degli elettori, le Gelmini da quella dei ragazzi. La prima sta con quelli della villa sulle dune, la seconda con i preti. E Berlusconi? Non c'è, semplicemente.

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