Maria Corsetti
Oggi tutti dicono con disinvoltura “gpl”, c’è chi ha scelto il metano e, quando si parla di “gasauto”, gli automobilisti rimangono perplessi. Bisogna scavare a furia di dinamite nella memoria, fare una mezza confusione con il gasolio, e alla fine il ricordo esce vivo dalla fine degli anni ’70, quando i portabagagli di tante automobili furono occupate dai bomboloni per il gas.
Diciamolo subito, era una cosa da poveri. Negli anni ’80, a coscienza ambientalista zero nonostante si combattessero le battaglie contro il nucleare, con il soldo – vero o scaturito da un giro di cambiali – in tasca, l’unico risparmio ammesso era rappresentato dal motore diesel. Eppure chi abita a Latina, almeno una volta nella vita, ha accompagnato qualche amico a “fare gas” al distributore del Piccarello. Perché ci si andava in compagnia a rifornirsi, minimo c’era da attendere mezz’ora.
Nella memoria collettiva, dunque, i ricordi più recenti del Gasauto risalgono a trent’anni fa, ma quella del gas, anzi del gpl, a Latina è una storia iniziata molto prima. Precisamente nel 1959. È Antonio Bertipaglia a lanciarsi nel’avventura. Vuole affrancarsi dalla vita di contadino. È arrivato nell’Agro Pontino da Arre, in provincia di Padova, a nove anni. Al padre Francesco era stato assegnato il podere dell’Onc nella zona del Piccarello, allora in aperta campagna. Quando finisce la guerra bisogna fare i conti con la vita e a un certo punto Antonio decide di affrancarsi dalla vita contadina. Ha 34 anni, apre un distributore di gpl sul terreno di sua proprietà. L’idea arriva da alcuni operatori del nord Italia, precisamente romagnoli, che avevano iniziato a sperimentare il gas liquido.
A questo punto c’è da immaginare una piccola colonnina con scritto “gasauto” in piena campagna, nella pianura dell’Agro pontino. Pochissime automobili, e quel distributore, unico in tutta la provincia di Latina, a metà tra Roma e Napoli. Una meta importante per i tassisti che coprivano quella tratta. Anzi, il primo cliente fu proprio un tassista che passò la voce ai colleghi.
A fare tappa da Bertipaglia anche i mezzi che portavano da Roma i detenuti al carcere militare di Gaeta, quindi fu la volta dell’accordo con la Goodyear. Sì, erano tempi in cui un piccolo esercente poteva fare accordi con una multinazionale. Ma come accadeva tutto questo? Semplice: la Goodyear aveva necessità di collaudare i pneumatici, lo faceva su strada. I mezzi sui quali venivano montate le ruote facevano su e giù da da Roma a Napoli, in continuazione. Avevano quindi la necessità di una grande autonomia di carburante: per questo oltre alla benzina, facevano il pieno di gpl, raddoppiando così la propria capacità di stare su strada. Altra esigenza era quella legata agli orari: tassisti e mezzi Goodyear potevano passare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Nessun problema: bastava citofonare a casa Bertipaglia e Antonio scendeva immediatamente per garantire il rifornimento. Ferragosto e capodanno compresi. Negli anni ’70 si diffonde l’uso del gas nelle auto, i primi modelli a installare l’impianto sono i Maggioloni e le 500. Bertipaglia nel frattempo ha aperto anche apre anche un’officina per l’installazione: se ne occupa il cugino Ennio che negli anni ’60 è andato a Bologna per seguire un corso di formazione. «Erano anni in cui la gente non aveva fretta – racconta Antonio Bertipaglia – si diventava amici con i propri clienti. Tanti erano di Sezze e quando passavano mi portavano una cassetta di carciofi. Allora io aprivo il cocomero e rimanevamo qui a mangiare il cocomero, si faceva anche mezzanotte a chiacchierare».
Negli anni ’80 in molti hanno la bombola del gas nella propria auto: il risparmio è evidente e le file si moltiplicano alla colonnina. La vigilia di Ferragosto 1987 rimane memorabile anche grazie a una foto che immortala le macchine incolonnate in attesa di fare il pieno. Tra gli anni ’80/’90 si sperimentano gli impianti a gpl sulle barche, sulle moto, sugli autobus. Bertipaglia è sempre presente.
E c’è ancora oggi, a mezzo secolo di distanza, fino a quindici anni fa distribuiva solo gpl, oggi fornisce anche metano e benzina. C’è anche il lavaggio auto e un piccolo centro commerciale. Le redini dell’attività da Antonio sono passate al figlio Alberto, si fa orario continuato durante il giorno, non ci si sogna neanche di citofonare a mezzanotte per chiedere di rifornirsi. È tutto moderno, veloce, come il mondo di adesso. La coscienza ecologica è cresciuta, le macchine a gpl e metano escono già pronte dalla casa madre, ci sono gli incentivi, il popolo del gasauto è diventato enorme, ma nessuno si ferma con una cassetta di carciofi.
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