Lidano Grassucci
In un paese normale ora i signori della Dia (direzione investigativa anti mafia), dovrebbero convocare una conferenza stampa e dichiarare pubblicamente di essersi sbagliati sulla vicenda di Mariorenzi, di aver fatto la cosa più grave che un organo dello Stato può fare nell’esercizio delle sue funzioni: togliere la libertà di un cittadino senza averne diritto. E’ la cosa più ripugnante possibile nel vivere civile. Sono convinto, però, che nessuno farà questo, sono convinto che questi funzionari dello Stato al servizio dei cittadini non avranno il senso del dovere e della responsabilità che gli consentirebbe dignitosamente di chiedere scusa. Mariorenzi è un galantuomo, non doveva essere arrestato come dicono i giudici stessi e invece è stato, non solo arrestato, ma messo alla berlina pubblica per giorni interi, violentato nella sua dignità umana di funzionario dello Stato quale è, il tutto ingiustamente. Su queste colonne ho sostenuto che si trattava di un galantuomo e che ci trovavamo dinanzi ad un caso grave di ingiustizia e di abuso di potere. Lo ribadisco oggi, come ribadisco che i miei colleghi che hanno infangato senza dubbio alcuno quel nome oggi dovrebbero avere la dignità professionale, se professionisti sono, di dire che hanno preso un abbaglio e che sono stati complici di un’ingiustizia amplificandola. Sono certo, anche, che non lo faranno. Questo è lo stato di diritto in Italia, un Paese in cui non esiste il senso dello Stato il rispetto dei cittadini. Come voi sapete sono in vacanza ad Honolulu, qui il capo della polizia viene eletto tra liberi cittadini da liberi cittadini, i giudici sono eletti tra liberi cittadini da liberi cittadini ed è la più grande democrazia del mondo, ed è la nazione più ricca del mondo, ci sarà una ragione? Quando noi ci suicidavamo con dittatorelli da operetta o con comici tragici, loro sono venuti a salvarci dalla nostra ignavia. Forse dovremmo imparare da loro. Qui la giustizia è capace di chiedere scusa, da noi l’arbitrio non chiede mai scusa. Qui i giornalisti non stanno dalla parte del potere ma fanno il loro dovere anche dinanzi ai giudici argomentando dubbi e mai certezze, questo è il Paese della libera stampa. Dico questo per sostenere con coerenza che da queste colonne, soli, abbiamo difeso l’onore di Mariorenzi. Oggi con soddisfazione gridiamo forte che avevamo ragione dinanzi agli sciacalli di giornalismo, ai coyote di verità, davanti a un sistema giudiziario investigativo che manifesta comportamenti inquietanti. Prima di tutto viene la libertà e l’onore del cittadino. Chiunque in nome dello Stato viola questo principio non compie il suo dovere ma abusa del suo potere.
mercoledì 12 agosto 2009
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