Lidano Grassucci
Caro Ap (Alessandro Panigutti) le mando questa mia in ragione della tua di ieri pubblicata sul tuo giornale in prima pagina. Mi definivi, testuale, “garantista ruffiano”. Menti sapendo di mentire, ma non credo sia cosa nuova, conoscendomi da quasi 30 anni, conoscendo la mia fede garantista che era anche quando lavoravo nel tuo giornale e non era facile mentre tu già facevi il megafono acritico della Procura. Sai anche che la ruffianeria non mi appartiene tanto è che quando quel giornale che ora nominalmente dirigi non era piu' compatibile con i miei valori ho lasciato rinunciando a buoni stipendi e a prospettive di carriera certo non seconde alle tue. Ho dato vita a questo foglio con mie, tante, spese e sai quanto “non sono ricco”, qui c'è tutto quello che avevo: un ruffiano si sarebbe arruffianato e messo al servizio di qualche nuovo padrone. Tu lo avresti fatto?
Ero e sono garantista perche non ho mai lavorato nelle segreterie comunali di potenti democristiani abbandonati quando impotenti, non sono mai entrato da ingressi posteriori nei pubblici municipi, né ho mai frequentato per far sapere Procure e commissariati. Sai odio i delatori e per me da quando son nato le spie non sono figlie di Maria. Spero che tu con il mio stesso onore di uomo possa dire lo stesso.
Sono garantista e non ho mai scritto sotto dettatura né o fatto il prestanome nel dirigere giornali. Sempre in prima persona, spero tu possa dire con il mio stesso orgoglio altrettanto.
Mi accusi di non aver letto (a proposito quel libro di Celine in francese accompagnato per 15 anni in redazione, lo hai finito?) credo che tu non abbia neanche visto la decisione del Riesame su Mariorenzi che recitava della non possibilità di arresto dello stesso perchè non era consentito dalla legge. Non ho detto, perchè non hai letto, che quella sentenza inficiava l'inchiesta Damasco, ma che chi era stato tirato dentro con fumo e genio mediatico per dimostrare connivenza tra politica e malavita era limpido come l'acqua. Ma tu non hai letto e chi ti detta non voleva sentire. Mi hai accusato di “garantismo ruffiano”, io non ti accuso di “giustizialismo sotto dettatura”. Capisco, vengo da famiglie proletarie, che guadagnarsi il pane sotto padrone è difficile e per te ancor di piu' perchè ti hanno concesso anche il companatico.
Ti saluto e ti capisco, la libertà costa è un lusso che costa caro.
venerdì 14 agosto 2009
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Quando si accetta di lavorare per un personaggio comne Ciarrapico, bisognerebbe avere l'intelligenza di non esprimere opinioni sul senso dell'onestà degli "altri".
RispondiEliminaUno che poteva permetterselo disse una volta la famosa frase : chi è senza peccato scagli la prima pietra. Onestamente nessuno, specialmente in questa provincia, può essere il primo a lapidare chiunque altro, ma attenzione, qualcuno che può lanciare la seconda ( metaforicamente parlando!) ancora c'è