martedì 11 agosto 2009

Gabbie salariali da ingabbiare

Sergio Corsetti
Cori monte si prepara alla battaglia contro i vallarani. Gli abitanti della stazione sono pronti alle barricate pur di difendere il loro stipendio rispetto ai lavoratori di Sezze centro. A Latina fanno i galletti immaginando di aver diritto a un salario superiore a quello dei paesi circostanti ma, allo stesso tempo, qualche pontino più sveglio si rende conto che i romani li avranno "ciulati" nuovamente. Roma capitale avrà diritto a uno stipendio più alto rispetto al resto della regione. Sono queste le prime reazioni alla proposta leghista dei salari differenziati. Se al nord la vita costa di più, il ragionamento di Bossi, appare evidente che si debba guadagnare di più. Ecco allora le gabbie. Al sud sono disgraziati di loro tanto vale affossarli come si deve. Ebbene sì, questo il dibattito dell'estate. Visto che la nostra provincia rientra pienamente nel concetto economico di sud perché preoccuparsi delle aziende che chiudono o dei tantissimi lavoratori in cassa integrazione? Favorire la ripresa del settore farmaceutico con un progetto organico è utopia. Così come avere finalmente in dotazione infrastrutture efficienti. Si continua ancora a parlare di Corridoio o di Super pontina ma chissà tra quanti anni arriverà e se mai arriverà. L'assurdo è proprio questo: invece di pensare a come aumentare la ricchezza si pensa a come ripartirla. In realtà, una forza di governo, anche se fortemente radicata nel territorio locale come la Lega, dovrebbe badare all'interesse comune e quindi pensare a una strategia capace di favorire la ripresa della produttività e aumentare la ricchezza da distribuire anche nelle zone più disagiate del paese. Di tutto questo non c'è traccia, non c'è neanche l'idea. Anzi, altri, Berlusconi in primis, sembrano sposare questa tesi. Verrebbe da pensare che a forza di voler privilegiare gli interessi locali venga meno il collante dell'interesse collettivo. Il senso di Stato. Interesse collettivo che dovrebbe tener conto della nazione nella sua interezza anteponendo una legislazione centrale capace di livellare le situazioni socio-economiche nelle diverse aree geografiche del paese. Altro che gabbie salariali allora. Il rischio è che alcuni cittadini possano vivere solo in gabbia.

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