Teresa Faticoni
Aperti i primi due varchi sulle dune di Torre Paola. Non hanno perso tempo a Sabaudia, e nemmeno in Procura a Latina. Ieri a completamento di un’azione giudiziaria intrapresa ormai da settimane da parte del Nipaf di Latina del Corpo Forestale dello Stato in sinergia con l’Ente Parco Nazionale del Circeo col pieno supporto e collaborazione di via Ezio, sono stati aperti i primi due accessi a mare. Il Gip del tribunale di Latina Tiziana Coccoluto ha infatti convalidato con una ordinanza la richiesta di sequestro preventivo avanzata dal Pubblico ministero della procura di Latina Miliano. Stavolta si fa sul serio. Due giorni fa il sindaco Maurizio Lucci aveva convocato in Comune un vertice per cercare di risolvere l’annosa situazione dell’inglobamento nelle proprietà delle servitù per accedere alla spiaggia. In sostanza chi si è costruito una villa sulle dune, per godersi meglio la tranquillità che la città del Parco offre, aveva posizionato cancelli e barriere per impedire il passaggio delle persone. Ci sono tratti in cui per oltre 2 chilometri e mezzo non ci sono spazi per scendere sull’arenile. Il tratto interessato è quello che da ponte Giovanni XIII arriva fino al promontorio del Circeo. Ora pare che un attacco incrociato all’abuso riesca finalmente a scrivere la parola fine sulla vicenda. Nel 1998 l’allora sindaco di Sabaudia Salvatore Bellassai provò una riapertura tramite un’ordinanza successivamente sospesa dal Tar. Un problema decennale, che si era arenato contestualmente alla realizzazione delle prime ville sui Tumoleti di Paola. Ora: secondo il codice la proprietà privata è “il diritto di godere e disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico”. Ma se il bene è pubblico, potrebbe trattarsi di appropriazione indebita. Gente che evidentemente non deve aver mai letto il Contratto sociale di Rousseau. Dalla nascita della proprietà privata conseguono le ineguaglianze tra gli uomini. Teoria perfettamente calzante alla realtà di Sabaudia. «L’intervento odierno riapre una questione di legalità e di diritto all’accesso al mare - ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco Gaetano Benedetto - continuiamo a operare nell’interesse di tutti e nel pieno rispetto delle regole ed intendiamo garantire il diritto e la possibilità di tutti i cittadini ad accedere a tratti di costa che sono stati indebitamente sottratti alla possibilità di fruizione. L’azione intrapresa con la Procura di Latina può rappresentare l’inizio di un percorso - anche in collaborazione con il Comune di Sabaudia - finalizzato a ristabilire gli accessi al mare, da sempre previsti e da sempre negati, definendo anche le modalità di utilizzo di questi nonché l’integrazione degli stessi con quelli previsti dal PUA. Rafforzando la collaborazione con il Comune - conclude Benedetto - si possono individuare le migliori forme di fruizione e di utilizzo dell’arenile, tramite la predisposizione di apposite passerelle nei posti più idonei, il tutto nel pieno interesse dei residenti, dei turisti e degli operatori commerciali».
martedì 11 agosto 2009
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