lunedì 10 agosto 2009

FONDI - Folgorato dall'alta tensione

Irene Chinappi
Una scarica da 130 Kv avrebbe potuto investire in pieno Antonio Fagiolo, operaio delle Ferrovie dello Stato nei pressi della stazione di Fondi-Sperlonga. Ma, fortunatamente gliene sono arrivate circa 10. La tragedia è stata sfiorata. L’uomo stava effettuando un’operazione, assieme ad altri due tecnici del settore manutenzione della Rete Ferroviaria Italiana (Mario Valle 46enne e Gennarino Ambrosanno 54enne) su un sezionatore ad alta tensione all’interno della cabina elettrica di trasformazione che alimenta la linea Roma-Formia, nel piazzale della sottostazione, dove convergono le linee che portano elettricità da Sezze, Minturno e Ceprano. Erano le 4 e 15 quando i tecnici si sono avvicinati al separatore per controllare alcune anomalie tecniche segnalate all’interno della cabina. Improvvisamente dalla linea ad alta tensione, collegata alla cabina in cui scorrono i 130 Kv, è divampata un’enorme fiammata proprio sul luogo in cui si trovavano i tre operai. Immediati sono scattati i soccorsi, allertati dagli operai più fortunati. Il 43enne è stato prima trasferito al Santa Maria Goretti di Latina dove, considerata la gravità delle sue condizioni, i medici hanno disposto il trasferimento immediato presso il centro grandi ustioni dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. L’uomo ha infatti riportato ustioni sul 60% del corpo e la prognosi resta, al momento, riservata.
È andata meglio agli altri tre operai. Mario Valle, di Sezze, è in osservazione al San Giovanni di Dio, la prognosi è di cinque giorni. Gennarino Ambrosanno, che ha riportato solo escoriazioni, è stato invece dimesso dal nosocomio di Fondi.
Sulle cause che hanno provocato la folgorazione stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Gaeta da subito al lavoro per ricostruire le dinamiche di quella che avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria tragedia.
Al lavoro assieme ai militari ci sono anche gli ispettori della Asl chiamati ad intervenire in occasione degli incidenti sul lavoro. Sul posto è giunta anche la squadra 3 A dei vigili del fuoco di Terracina che, tuttavia, non ha riscontrato incendi. Le fiamme, infatti, si sono limitate alla vampata provocata dalla scarica elettrica e non sono divampate. Importanti, comunque, ai fini delle indagini, saranno anche i loro rilievi.
L’episodio ha scosso il personale ferroviario e i cittadini che nella notte sono stati destati dalle sirene spiegate di ambulanze, carabinieri e vigili del fuoco.
Gli incidenti sul lavoro restano un grave problema nel nostro paese. Sarà da vedere, adesso, se l’episodio avvenuto all’interno della cabina elettrica di via Stazione a Fondi, è stato dovuto ad un errore umano, alla mancanza di sicurezza o in ultima analisi, all’ineluttabile fato. La Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha avviato un’inchiesta tecnica interna. In un comunicato stampa, diffuso nella giornata di ieri, l’azienda parla di un’operazione errata da parte dei tecnici. Il personale dell’Asl dovrà anche valutare se ha scatenare la scintilla è stata effettivamente la centralina elettrica. Dovranno stabilirlo le autorità inquirenti. Intanto si spera per la vita di Antonio Fagiolo.

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