Teresa Faticoni
Una situazione che non trova via di uscita quella degli operai della Terracina ambiente. Di nuovo le organizzazioni sindacali che li rappresentano si trovano costrette a dichiarare lo stato di agitazione. A nulla sono serviti i reiterati incontri che si sono tenuti tra le parti sociali, il sindaco Stefano Nardi e la dirigenza della società che gestisce il ciclo dei rifuti nella città del monte Giove. La società è mista pubblico/privato a maggioranza di capitale di proprietà del Comune. Gli incontri, secondo Giulio Morgia segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Massimo Feudi segretario generale della Fit Cisl e Antonino Cannatà segretario generale della Uil Trasporti, «non hanno prodotto null’altro che la dilazione dei tempi arrivando a tutt’oggi senza la soluzione dei problemi più volte affrontati». Ma quali sono questi problemi? Innanziutto alcuni mezzi per la raccolta dei rifiuti sono fatiscenti, tanto che a volte si chiede alla Latina ambiente di inviare a Terracina alcuni mezzi di supporto. L’igiene degli stessi non è idonea con il rischio biologico per gli operai che vengono a contatto con essi. L’organico, tra l’altro, è totalmente insufficiente a garantire un servizio adeguato alle esigenze della città, e non è conforme al piano programmatico siglato tra le parti a maggio scorso. I lavoratori lamentano anche un ambiente di attività assolutamente non adeguato a garantire un minimo delle esigenze reali igienico sanitarie. Le norme di sicurezza sul lavoro, lamentano ancora le parti sociali a nome dei dipendenti, sono rispettate solo in parte. Un inferno in città e un incubo per i lavoratori. «Per la lentezza dimostrata dall’amministrazione nel prendere decisioni atte a dare un servizio idoneo alla città di Terracina - annunciano in coro i tre segretari - i lavoratori, scusandosi fin da ora per i disagi recati alla cittadinanza, da oggi (ieri, ndr) si atterranno scrupolosamente a quanto previsto dai dettami legislativi sulla sicurezza e dal contratto collettivo nazionale di lavoro di settore. Non intendono sacrificarsi ancora per chi si dimostra sordo alle esigenze lavorative della cittadinanza; non accetteremo passivi allo spreco di denaro pubblico permettendo l’utilizzo di mezzi di nolo a caldo». Le parti sociali chiedono al prefetto di Latina Bruno Frattasi un tavolo di raffreddamento per evitare il deteriorarsi della situazione e l’invasione di rifiuti in città nel periodo in cui arrivano i turisti.
venerdì 10 luglio 2009
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