venerdì 10 luglio 2009

Terracina ambiente, operai in stato di agitazione

Teresa Faticoni
Una situazione che non trova via di uscita quella degli operai della Terracina ambiente. Di nuovo le organizzazioni sindacali che li rappresentano si trovano costrette a dichiarare lo stato di agitazione. A nulla sono serviti i reiterati incontri che si sono tenuti tra le parti sociali, il sindaco Stefano Nardi e la dirigenza della società che gestisce il ciclo dei rifuti nella città del monte Giove. La società è mista pubblico/privato a maggioranza di capitale di proprietà del Comune. Gli incontri, secondo Giulio Morgia segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Massimo Feudi segretario generale della Fit Cisl e Antonino Cannatà segretario generale della Uil Trasporti, «non hanno prodotto null’altro che la dilazione dei tempi arrivando a tutt’oggi senza la soluzione dei problemi più volte affrontati». Ma quali sono questi problemi? Innanziutto alcuni mezzi per la raccolta dei rifiuti sono fatiscenti, tanto che a volte si chiede alla Latina ambiente di inviare a Terracina alcuni mezzi di supporto. L’igiene degli stessi non è idonea con il rischio biologico per gli operai che vengono a contatto con essi. L’organico, tra l’altro, è totalmente insufficiente a garantire un servizio adeguato alle esigenze della città, e non è conforme al piano programmatico siglato tra le parti a maggio scorso. I lavoratori lamentano anche un ambiente di attività assolutamente non adeguato a garantire un minimo delle esigenze reali igienico sanitarie. Le norme di sicurezza sul lavoro, lamentano ancora le parti sociali a nome dei dipendenti, sono rispettate solo in parte. Un inferno in città e un incubo per i lavoratori. «Per la lentezza dimostrata dall’amministrazione nel prendere decisioni atte a dare un servizio idoneo alla città di Terracina - annunciano in coro i tre segretari - i lavoratori, scusandosi fin da ora per i disagi recati alla cittadinanza, da oggi (ieri, ndr) si atterranno scrupolosamente a quanto previsto dai dettami legislativi sulla sicurezza e dal contratto collettivo nazionale di lavoro di settore. Non intendono sacrificarsi ancora per chi si dimostra sordo alle esigenze lavorative della cittadinanza; non accetteremo passivi allo spreco di denaro pubblico permettendo l’utilizzo di mezzi di nolo a caldo». Le parti sociali chiedono al prefetto di Latina Bruno Frattasi un tavolo di raffreddamento per evitare il deteriorarsi della situazione e l’invasione di rifiuti in città nel periodo in cui arrivano i turisti.

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