Lidano Grassucci
Guai a Fondi, guai nella composizione della giunta provinciale, lite in comune a Latina. Mi viene una italica idea, una di quelle che portava sullo schermo Totò: «pe non capì niente mi butto a sinistra». Per me mica è tanto difficile e, guarda caso, mi chiama per un caffè Enzo Eramo, capogruppo del Pd in provincia, è mio amico da quasi mezzo secolo e lo erano i nostri genitori, più avanti non andiamo sarebbe troppo. Eravamo io e lui da bimbi quella prole che era l’unica ricchezza dei nostri genitori, la ragione per cui gli ultimi si chiamano, appunto, proletari. E non si può dire che non hanno fatto sacrifici per noi. Ci hanno fatto crescere sani, ci hanno fatto studiare, ci hanno anche un po’ ammirato perché nel mondo non eravamo più gli ultimi ma un passo più avanti che per loro era distanza siderale. Enzo ogni volta che sottolineo che io, a differenza di lui, ero socialista mi sfotte: “ma di quelli più comunisti di noi”. Forse ha pure ragione. Naturalmente gioco con le origini per cercarle in lui, nella sua parte.
Lo chiama un consigliere comunale di Latina per via di una iniziativa a difesa dei giornalisti, una iniziativa da portare in provincia. Vedo Enzo che cambia espressione dice di sì, ma non entra nel problema. Mi parla, invece, con fervore di un signore e della sua famiglia che ha un problema con la casa popolare, che non sa dove andare. Dice al consigliere comunale di Latina che della sua questione si occuperà un collega, lui deve farsi parte di quel signore delle case popolari. Per un attimo rivedo un po’ la nostra gente che stava a sinistra per via del bisogno, che cercava nella politica nella sua rappresentanza un modo per far sentire la propria voce e non solo quella dei signori. Compagno, mi viene da dire, per via di quella antica storia per cui si diventava fratelli, e per sempre, se si divideva il proprio pane, poco o tanto che c’era. Poi ricordo che il consigliere comunale, politicamente corretto, mi aveva preso in giro per via della mia posizione garantista su Fondi, sulle persone coinvolte in quella vicenda e che io conoscevo. Come a dire… “difendi il potere?”, “difendi… gli ultimi”. Ecco, questa parte è quella che vorrei dire. “sì, difendo gli ultimi e a Fondi sono quei funzionari, come Gianfranco Mariorenzi, onesti fino a prova contraria, fino a che un giudice terzo non si pronuncia sul suo caso”.
Non sarà di sinistra questo? Non lo so. So che Pietro Nenni quando entrò nel suo ufficio al ministero (lui era diventato ministro) l’ufficiale dei carabinieri di servizio lui, da vecchio ribelle, si alzo d’istinto per farsi arrestare. L’ufficiale dell’Arma rimase di stucco: «ma lei è il ministro».
Era ministro ma prima era socialista, ribelle. Sarà per questo che mi viene da stare dalla parte della gente. Che posso farci, mica posso cambiare sono nato proletario.
martedì 7 luglio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento