Lidano Grassucci
Popolo della libertà, che non suona come un partito. Partito viene da “parte”. È, il partito, la parte del tutto, un modo di vedere il tutto, ma è parte che lega quelli che la vedono allo stesso modo. Ora cosa unisce Fazzone con Zaccheo? Piso con Tajani? Berlusconi con Fini?
La storia? Quelli di Forza Italia vengono dal filone democristiano socialista che per il Msi da cui vengono gli altri era il nemico, neanche l’avversario.
Il Msi era fuori dal sistema, forcaiolo, quanto gli altri garantisti e continuisti. Oggi a Latina tra provincia e comuni i limiti di questo incontro emergono tutti, si moltiplicano. Quelli che vengono da An su Fondi hanno un atteggiamento di superiorità etica, quasi antropologica. Quelli di Forza Italia sentono il fiato sul collo di una condanna a priori. A fronte della militanza nello stesso partito che ha come presupposto la “solidarietà”, la condivisione delle difficoltà.
Ma è il partito a non esserci, a non costituire una parte. Ci sono carriere personali, ecco si tratta dell’incontro di carriere personali. I democristiani della corrente di base, non gioivano dei guai degli andreottiani perché sapevano che il giudizio sarebbe stato dato sulla Dc tutta. Sono 15 anni che il centrodestra vive su un equivoco, sulla rimozione delle differenze. Cosa hanno in comune, e non do giudizi di valore, il pragmatismo amministrativo di Armando Cusani con il sentimentalismo amministrativo di Vincenzo Zaccheo. Come si concilia la città onirica del secondo con il razionalismo apparentemente apassionale del primo? Sono distanze siderali, incompatibili. Erano percorsi politici destinati non incontrarsi mai, or costretti dentro lo stesso “non partito”.
Il silenzio su Fondi, la determinazione di amministrazioni parallele ha creato un modello amministrativo che assomiglia all’impero austroungarico quando divenne bicefalo: l’Austria divenne Austria Ungheria e il simbolo il mostro di un’aquila a due teste.
Gli elettori votano un partito, la sua classe dirigente ce ne regala due. Solo che gli elettori del Pdl sono come la signora del Dash che rifiuta i due fustini, perché vuole il suo. E la pazienza degli elettori non è infinita.
mercoledì 8 luglio 2009
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