Franco Schiano
Dopo alcuni giorni, il Sindaco ha deciso di rompere il silenzio che si era imposto circa il suo voto nella seduta del Comitato Portuale del 30 giugno scorso. Per farlo -prima che nella conferenza stampa di ieri lo aveva fatto – in maniera indiretta anche se chiara– durante il Gran Galà delle Vele d'Epoca, col suo qualificato parterre di esponenti della società civile gaetana, del mondo dello sport, della politica, nonchè autorità civili, militari e religiose.
“Bisogna avere il coraggio di fare delle scelte. Smettere di dire sempre dei no, e dire invece dei si. Altrimenti i nostri figli saranno costretti a prendere la valigia dell'emigrante e andare via da questa magnifica città, perchè qui non c'è un futuro per loro. Io questo coraggio l'ho avuto, votando in un certo modo in Comitato Portuale”- questo, in sintesi il concetto espresso, dal Sindaco di Gaeta Anthony Raimondi dal palco delle Vele d'Epoca, allestito sul Molo Sanità di Gaeta Medioevale. Nello stesso posto dove circa due anni fa si concluse in maniera spettacolare (Braveheart, i volti dipinti, le invocazioni alla libertà, ecc.) la vittoriosa campagna elettorale del 2007.
Il messaggio che il Sindaco ha voluto lanciare è chiarissimo: Ho votato in maniera diversa da quanto il giorno prima mi era stato “ordinato” all'unanimità (quindi anche con il mio assenso) dal Consiglio Comunale, perchè quel voto era oscurantista e impediva lo sviluppo del porto commerciale con tutte le conseguenze nefaste possibili sul futuro socio-economico della città. “Sorvoliamo sul implicito giudizio negativo delle capacità di discernimento e valutazione dei consiglieri comunali di Gaeta, contenuto nell'atto di “coraggio” del Sindaco. - commenta Alfredo Vecchio del Gruppo Misto per la Costituente di Centro - Mi riferisco in particolare ai dodici fedelissimi. Tralasciamo anche di entrare nel merito del voto, essendo assai difficile per chiunque affermare di essere contro lo sviluppo del porto commerciale, salvo poi a valutare quale sia il prezzo da pagare.
Seguiamo la dinamica dei fatti. - prosegue il consigliere Vecchio - E' noto che durante il Consiglio Comunale del 29, il Sindaco insieme a tutti gli altri Consiglieri presenti, ha votato un odg che lo impegna, in prima istanza a ottenere, nel Comitato Portuale del giorno dopo il rinvio della decisione su alcune concessioni nell'ambito portuale. In caso d'insuccesso avrebbe dovuto esprimere un voto contrario alle dette concessioni. Situazione chiara ed inequivocabile. Il giorno dopo Raimondi, non ottiene il rinvio, e invece di esprimere il voto contrario, peraltro ininfluente sul piano numerico, si astiene, smentendo il consiglio e se stesso! Rimane così in mezzo al guado. – spiega ancora Vecchio - Se voleva ignorare il deliberato del Consiglio, perchè durante in Comitato si era convinto, a differenza del giorno prima, che le concessioni di capannoni e silos sulla banchina “Cicconardi” sono indispensabili allo sviluppo del porto, avrebbe dovuto esprimere un voto pienamente favorevole. Invece non vota contro, come si era “impegnato” il giorno prima, non vota a favore come sembra avrebbe voluto fare, seguendo la sua voglia di sviluppo, ma si astiene, definendo la sua “una scelta coraggiosa”. In ogni caso – conclude Vecchio - si tratta di uno “schiaffo” al Consiglio, a prescindere dal merito. Una decisione che forse sarebbe stato meglio ponderare di più. Per molto meno nella prima repubblica si veniva sfiduciati. Fare il Sindaco è un mestiere assai difficile. Non occorre complicarlo ancor di più con scelte ed atteggiamenti vagamente cesaristici, che offendono inutilmente la dignità del Consiglio, quasi fosse un fastidioso orpello, e che, in ultima analisi, contribuiscono ad alimentare un clima poca fiducia.”
martedì 7 luglio 2009
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