Sergio Corsetti
In televisione va in scena l’annus horribilis della Ferrari. La diretta mattutina è catastrofica. I commenti seral-notturni peggiorano la situazione. Come sparare sulla Croce rossa. Chi immaginava di iniziare serenamente la domenica sportiva ne esce distrutto. La stagione agonistica 2009/2010 è cominciata con un sortilegio ai danni della rossa di Maranello. Viene in mente Cimabue il personaggio della pubblicità di qualche anno fa (eufemismo) che la canzoncina “coglionava” con il fatidico “Cimabue fa una cosa ne sbaglia due”. Ebbene sì, la Ferrari non ne imbrocca una. Non bastasse un disegno tecnico arretrato rispetto alla concorrenza che ha saputo sfruttare al meglio le caratteristiche chieste dal nuovo regolamento ci deve aggiungere l’assoluta indecisione nelle strategie. Quella che una volta rappresentava il pezzo forte della rossa oggi è il tallone d’Achille. Impietose le telecamere inquadrano la confusione al box. In serata i commentatori sparano a zero contro Michael Shumacher dipinto ora come uno iettatore. Che brutta fine per un campione del suo calibro. La tragicommedia televisiva tocca il culmine al momento del primo pit stop. Increduli i telecronisti osservano il montaggio delle gomme da gran bagnato quando ancora c’è il sole. In tre giri Raikkonen perde appena un minuto e mezzo, tanto che quando inizia a diluviare gli pneumatici ovviamente sono già usurati. Massa rientra pochi secondi prima del nuovo acquazzone. La Ferrari non ne imbrocca una. Per il telespettatore meglio una passeggiata fuori, a Roma magari, che a tante persone dà linfa vitale. Che bello sarebbe averne un po’ in compagnia.
martedì 7 aprile 2009
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