Lidano Grassucci
“Fini è un rinnegato”, ha tuonato così Giuseppe Ciarrapico, senatore della Repubblica, alla presentazione del museo sulla Rsi (repubblica sociale italiana), quelli di Salò. Di loro, dei ragazzi di Salò, so poco direttamente solo quello che mi disse una volta mia nonna cispadana, Gilda Pagin: “No era boni”. Aveva una opinione migliore dei tedeschi che pure le avevano piazzato un cannone nel cortile del podere. Il resto è mia opinione politica che da estremista democratico è di “male assoluto” per quella esperienza. Naturalmente ho umano (umano non politico e giuridico) rispetto verso ragazzi che a 17 anni scelsero la parte del “male assoluto”. E la superiorità della mia parte sta nella storia di Ajmone Finestra che perdendo da repubblichino è diventato, nella Repubblica italiana, consigliere regionale, senatore e sindaco della città. Se avesse vinto lui e i suoi i capi partigiani sarebbero stati passati per le armi e non per Palazzo Madama. Basta questa differenza per farvi capire la superiorità etica della democrazia.
Rispetto Finestra che ha nostalgia per la sua gioventù. Ma quando sento uno che ha servito Andreotti e la peggiore palude democristiana quando i democristiani comandavano, come Giuseppe Ciarrapico, che sostiene per cinque volte che “Fini è un rinnegato”, inorridisco. Sento che non c’è il senso, minimo, della dignità per se e per gli altri. Uno che sta sempre con chi comanda, che durante la Rsi era solo pieno di muccio al naso e aveva problemi ancora a contenere la pipì che parla di memoria e di coerenza, è incredibile. Rinnegato è chi nega se stesso, non chi cerca di confrontarsi con la storia del paese. Rinnegato è chi dice di amare il Duce, intanto flirtava con Andreotti perché comandava Andreotti, dice di amare il Duce e sta con Berlusconi, perché comanda Berlusconi.
Fini è uno che ha la schiena dritta, se dissente con Berlusconi lo dice, se acconsente anche. Altri sono solo a servizio, sono per grazia ricevuta.
Mi sia consentito di inorridire davanti a chi offende il prossimo senza avere un momento di vergogna. Non sarò mai di destra, ma certamente Fini è uno che ha coraggio e Ciarrapico ancora una volta fa la guardia pretoriana del potere.
Norberto Bobbio diceva che esistevano due tipi di uomini: quelli che stanno dalla parte del popolo e quelli che servono il principe. Mi piaccio i primi, odio i secondi.
sabato 4 aprile 2009
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