sabato 7 febbraio 2009

Terracina, porto ostruito: una barca rischia grosso

Francesco Avena

Porto ostruito, la barra sabbiosa continua a creare disagi e polemiche. Nel pomeriggio di venerdì il motopeschereccio di Domenico Monti, presidente della cooperativa «La Sirena» ha rischiato di incagliarsi per l’ennesima volta. E a questo stato dei fatti, dopo che la draga Rita C non è ancora giunta a liberare il porto dalla sabbia in eccesso, lo sfogo del presidente Monti è forte e comprensibile. «Ci era stato detto che la draga avrebbe dovuto passare dei collaudi, mettersi a posto da un punto di vista burocratico. E che sarebbe giunta in condizioni meteo marine non proibitive. Ci sembra una presa in giro il fatto che ancora non sappiamo nulla, noi pescatori ci sentiamo abbandonati alla nostra disperazione». Il disagio subito dalla marineria prosegue nonostante l’interessamento del prefetto di Latina, lo stanziamento di 200mila euro dalla Regione Lazio e l’emanazione di un’ordinanza della capitaneria di porto che spiegava tutti i particolari dei lavori. Ma proprio quando sembrava che i lavori fossero a un passo dalla partenza, è iniziato il giallo della draga. Giorno dopo giorno sono passata più di due settimane. I pescatori non ne possono più, anche perché ogni volta uscire in mare diventa sinonimo di rischio. «È la disperazione che ci manda a pescare – dice Monti – ma si lavora poco e male. Poco perché non si può stare troppo tempo fuori dal porto a causa delle maree. Male in quanto si ha sempre la paura di poter fare danni agli scafi. E chi ci risarcisce? Io venerdì mi sono insabbiato, ho rischiato di non rientrare nel porto e restare in alto mare. Non si può andare avanti così».

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