Lidano Grassucci
Una volta scrissi una dedica ad un amico che mi aveva tradito: “l’amico per l’amico mostra il petto al nemico”. Non mi sono mai piaciute le guerre non combattute, gli intrighi di plazo, mi piacciono le guerre in campo aperto, sono violente ma leali. A Latina in questi giorni in comune muovono pedine su una scacchiera che non prevede dama. Perché? Perché il Pdl resta quel che è sempre stato un parto lontano, artificiale. Zaccheo e Fazzone non sono due compagni che hanno scelto lo stesso viaggio, ma due viaggiatori dello stesso treno, è il treno che li ha messi accanto non le loro scelte. A Roma per gli equilibri regionali c’è lo scontro tra Fazzone e Aracri che, anche loro, non sono la stessa cosa. Non c’è un cattivo ed un buono, un giusto ed un ingiusto ma sono due mondi lontani anni luce. Non a caso Zaccheo rivendica tutto il suo percorso dal Msi fino ad An, e Fazzone non nasconde di aver imparato la politica da Mancino, dentro la galassia democristiana. Il tutto con, sullo sfondo, classi dirigenti che stanno in fase di allenamento, che hanno muscoli formati, ma non sono in grado di gareggiare da soli. Non è un caso che Galetto avese accanto oltre che Zaccheo anche Alemanno, che Di Giorgi mostrasse Gasparri, Meloni e Rampelli. Per loro ancora conta il prestigio della maglia e dove hanno studiato. Fazzone arrivava da solo, giocava la partita da capo e a Roma presenta il suo conto personale. La sua idea di Pdl è sovrana, come le chiese d’oriente che non riconoscono i capi di Roma, quelli di An hanno piu’ sensibilità romana, si sentono legione di Roma al vallo di Adriano, stanno a difendere i confini.
Ma il gioco è ormai diverso, il romano centrismo è finito e la partita si gioca sui piani locali. Lo scontro, per il momento sono piccoli incidenti tra guardie di confine, è sulla idea stessa di comunità. Fazzone tasta il confine a Latina ma gioca la sua battaglia nel tavolo romano dove pesa per tutti i voti del Pdl provinciale, tasta il terreno e gioca sulle posizioni. Obiettivo? Trasformare l’aquila bicefala imperiale in aquila ad una testa sola. Siamo alla chiusura di una stagione dalla prova di forza di questi giorni uscirà, comunque, un solo partito con un solo leader. Zaccheo conta i 20 mila voti di Galetto, sono tanti, ma meno dei 29 mila di Fazzone, meno dei 5 consiglieri su sei che dialogano piu’ facilmente con Fazzone che con Zaccheo.
Una battaglia non scontata, ma una battaglia inevitabile.
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