aemme
Ancora giovani, belli, freschi, sani. Ancora giovani, con discorsi privi di senso, inutili, ignoranti. Sono al mare, l’unica cosa capace di riconciliarmi col mondo, pure quello più ostile, ora di pranzo che preferisco saltare. Una sdraio al sole ad un bar sulla spiaggia. Sono sola, leggo, penso, ascolto il rilassante rumore delle onde. Non posso desiderare nient’altro. Un gruppo di ragazzi allegri occupa improvvisamente tutte le sdraio libere. Ridono, chiacchierano a voce alta e, pur avendomi svegliata dal mio torpore mi fanno sorridere. Poi il silenzio; decidono tacitamente di godere di questo sole quasi caldo che addosso dà una piacevole sensazione. Poi le prime interruzioni del silenzio che forse sarebbe stato meglio rispettare. Tutti a complimentarsi per le performance di un tizio che “uscito” dall’isola dei Famosi adesso si troverebbe con chissà chi, a Bali. “E’ proprio fico, beato lui, lui si che ha capito come si vive!….” Poi si passa al parallelismo con un ragazzo, amico comune del gruppetto. Anche su lui: “è vanitoso e sta ‘mpaccato di soldi, e per quello che lo chiamano Bacco!” specificazione successiva: “perché bacco era il re, no anzi il dio, dei fichi, era vanitoso”. Così si evolvono le leggende, si modifica la storia, le figure mitologiche, i fatti. Così uno carino e pure benestante dalle parti nostre viene soprannominato Bacco. Io credo di non avere nient’altro da specificare, non servono altri commenti sulla, come dire “cultura generale” dei nostri ragazzi. Da sottolineare che tutti o quasi stavano preparando esami all’Università. Sorridevo all’inizio per l’ondata di freschezza e di allegria che avevano portato in quel bar; mi trincero dietro ai miei occhiali da sole, come a voler sparire, non voglio più ascoltare. Magari il Bacco di Latina è pure astemio.
chevipera@libero.it
Ancora giovani, belli, freschi, sani. Ancora giovani, con discorsi privi di senso, inutili, ignoranti. Sono al mare, l’unica cosa capace di riconciliarmi col mondo, pure quello più ostile, ora di pranzo che preferisco saltare. Una sdraio al sole ad un bar sulla spiaggia. Sono sola, leggo, penso, ascolto il rilassante rumore delle onde. Non posso desiderare nient’altro. Un gruppo di ragazzi allegri occupa improvvisamente tutte le sdraio libere. Ridono, chiacchierano a voce alta e, pur avendomi svegliata dal mio torpore mi fanno sorridere. Poi il silenzio; decidono tacitamente di godere di questo sole quasi caldo che addosso dà una piacevole sensazione. Poi le prime interruzioni del silenzio che forse sarebbe stato meglio rispettare. Tutti a complimentarsi per le performance di un tizio che “uscito” dall’isola dei Famosi adesso si troverebbe con chissà chi, a Bali. “E’ proprio fico, beato lui, lui si che ha capito come si vive!….” Poi si passa al parallelismo con un ragazzo, amico comune del gruppetto. Anche su lui: “è vanitoso e sta ‘mpaccato di soldi, e per quello che lo chiamano Bacco!” specificazione successiva: “perché bacco era il re, no anzi il dio, dei fichi, era vanitoso”. Così si evolvono le leggende, si modifica la storia, le figure mitologiche, i fatti. Così uno carino e pure benestante dalle parti nostre viene soprannominato Bacco. Io credo di non avere nient’altro da specificare, non servono altri commenti sulla, come dire “cultura generale” dei nostri ragazzi. Da sottolineare che tutti o quasi stavano preparando esami all’Università. Sorridevo all’inizio per l’ondata di freschezza e di allegria che avevano portato in quel bar; mi trincero dietro ai miei occhiali da sole, come a voler sparire, non voglio più ascoltare. Magari il Bacco di Latina è pure astemio.
chevipera@libero.it
Nessun commento:
Posta un commento