mercoledì 7 aprile 2010

APRILIA - Acm, un licenziamento contestato


Teresa Faticoni
Un provvedimento eccessivo. Con questa  motivazione i dipendenti della Acm di Aprilia ieri mattina hanno scioperato contro il licenziamento di un dipendente. L’allontanamento è scattato nel momento in cui l’azienda di via dell’Industria ha scoperto che il dipendente, rappresentante sindacale unitario della Cgil, aveva introdotto nello stabilimento un pezzo da lavorare a titolo personale approfittando della pausa pranzo. Con lui sono stati punti anche due suoi colleghi che hanno visto l’accaduto e taciuto. «Ha sbagliato – dicono i sindacalisti della Fiom Cgil - Però arrivare al licenziamento, in periodo di crisi come questo, ci è sembrato esagerato». Il dipendente licenziato lavora da trentacinque anni alla Acm e non ha mai avuto nessun richiamo né provvedimento disciplinare. Da qui i rappresentati dei lavoratori si sarebbero aspettati un po’ di morbidezza non trattandosi di un recidivo. Che non significa indulgenza. Da parte sua l’Acm getta acqua sul fuoco. «Lo sciopero è rientrato – ha detto la responsabile del personale signora Cicchinelli – ci sono contestazioni in corso su alcuni dipendenti che hanno commesso delle azioni poco chiare. L’azienda si deve tutelare». La società avrebbe avuto sei giorni di tempo per rispondere alle giustificazioni date dall’uomo, ma ieri mattina in via dell’Industria sono arrivati anche i carabinieri e la polizia che insieme a Vincenzo Quaranta e Tiziano Maronna della Cgil hanno cercato di mediare tra le parti. Il tutto si concluderà con un sentenza definitiva oggi pomeriggio in Confindustria Latina. Per capire se ha intenzione di fare un passo indietro. 

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